8 x 1000 all’edilizia scolastica – Opportunità per le amministrazioni comunali

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Il 18 settembre scorso, come gruppo di attivisti “Lecco 5 Stelle” abbiamo protocollato e depositato in Comune una richiesta formale con la quale chiediamo all’amministrazione cittadina di attivarsi affinché l’otto per mille venga destinato all’edilizia scolastica.

Non avendo trovato traccia di tale provvedimento in nessuna delibera di Giunta o del Consiglio Comunale, abbiamo ritenuto di attivarci per segnalare questa opportunità.

Nella nostra città sono presenti edifici scolastici di proprietà comunale che necessitano di interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico. Ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, il contribuente italiano può effettuare una scelta in merito alla destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF. A partire dal corrente anno, grazie ad un emendamento del Movimento 5 Stelle alla legge di stabilità 2014, che ha modificato la legge 222/1985 e che regolamenta l’8 per mille, lo Stato può destinare la propria quota – oltre che ad «interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali» – anche per «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica».

E’ bene che i cittadini lecchesi siano informati su come destinare il loro 8 per mille.

Come cittadini e attivisti del gruppo “Lecco 5 Stelle” abbiamo quindi chiesto al Sindaco di Lecco e alla sua Giunta di impegnarsi a presentare formale richiesta, entro e non oltre il 30 settembre 2014, per accedere ai fondi destinati dall’8 per mille all’edilizia scolastica. Speriamo che l’amministrazione lecchese, accolga la nostra proposta garantendo condizioni di sicurezza e vivibilità nei principali luoghi di crescita e formazione dei nostri ragazzi, oltre a sicuri risparmi sulla bolletta energetica.

Per ulteriori approfondimenti potete visitare il sito della Presidenza del Consiglio.

Verso Lecco 2015

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L’appuntamento elettorale per le Amministrative del 2015 arriva in un momento storico difficile e determinante per la Città di Lecco.
Si sta vivendo un evidente declino e soprattutto la perdita di tutti i tratti caratterizzanti senza assumerne di nuovi. E’ una Città che sta spegnendosi quasi rassegnata ad un destino di grigiore e di anonimato. Le Amministrazioni che si sono succedute, in questi ultimi 20 anni, pur essendo di colori e collocazioni politiche diverse, si sono uniformate e contraddistinte per l’inadeguatezza e l’incapacità dei suoi rappresentanti. Del resto è sufficiente scorrere i nomi dei protagonisti per accorgersi che sono sempre gli stessi, che si scambiano ruoli e poltrone in finte alternative, ma perpetuando limiti ed errori.Nel piccolo come nel grande di ogni scelta politica ed amministrativa.
Da un PGT che, dopo anni di gestazione sotto diverse bandiere, si è limitato a dare una immagine fotografica dell’esistente senza spunti od indirizzi per la Lecco futura, alla gestione dei lavori pubblici incapace non solo di realizzare senza traumi e disagi qualsiasi opera, ma nemmeno di riparare strade e marciapiedi. Dalla penalizzazione delle categorie industriali e commerciali con la conseguente espulsione delle attività produttive e le loro ripetute difficoltà e chiusure in periodi difficili, alla inadeguatezza di una politica sociale di aggregazione giovanile e di sostegno agli anziani fino ai limiti delle strutture scolastiche. Una situazione critica alla quale il M5S lecchese non si rassegna e per la quale vuole porsi come unica, credibile alternativa al declino, grazie ad un profondo, autentico, rinnovamento della classe politica e dei suoi rappresentanti ed un’apertura al contributo propositivo di tutti i cittadini e della società civile.

Programma: metodo e contenuti
Per arrivare al risultato di questa inversione di rotta sul futuro della Città il M5S lecchese sta predisponendo un dettagliato ed efficace programma di lavoro per i prossimi 5 anni di Amministrazione. Un programma che darà risposte concrete alla Città e ai suoi cittadini e consentirà a Lecco di recuperare ruolo ed indirizzi che le competono.
Anche il metodo di realizzo e di condivisione di tale programma sarà del tutto innovativo rispetto alle consuete liturgie della politica e dei partiti. Il nostro programma non sarà una scatola chiusa, preconfezionata, frutto di interessi di pochi ed elaborata nelle stanza chiuse delle segreterie dei partiti; non sarà neppure un remake di proposte trite e ritrite il più delle volte irrealizzabili ed irrealizzate. Le tracce che verranno elaborate, infatti, saranno proposte, discusse ed integrate con incontri pubblici di approfondimento e di recepimento delle istanze dei cittadini. Saremo in mezzo ai lecchesi con strumenti aperti e condivisi, attraverso incontri pubblici tematici, banchetti informativi diffusi ed agorà nelle diverse parti della Città. Raccoglieremo istanze, osservazioni, suggerimenti dei cittadini che contribuiranno, così, direttamente alla scrittura del programma destinato al futuro ed al rilancio della comunità in cui viviamo tutti noi.

Road-map
Abbiamo predisposto un programma di lavoro che ci condurrà fino all’appuntamento elettorale del prossimo anno. Proprio perché vogliamo essere tra la gente, decidere con la gente e crescere grazie alla gente, l’impegno sarà importante. Ci confronteremo con tutti, perlomeno con tutti coloro che ce lo consentiranno. La società civile, innanzitutto, rappresentata dalle Associazioni di categoria e sindacali, ma anche dai numerosi Gruppi volontaristici e d’opinioni attivi nel sociale su temi specifici. Chiederemo un confronto con l’attuale Giunta perché, non avendo ancora una nostra rappresentanza in Consiglio Comunale, quale secondo movimento o partito politico del Paese, riteniamo doveroso capire quale sarà il percorso terminale di questa Amministrazione. A questo proposito è nostra intenzione presidiare tutte le attività pubbliche quali Commissioni e Consigli Comunali. Abbiamo già analizzato dettagliatamente i documenti basilari di ogni Amministrazione, e cioè PGT e Bilancio, per essere preparati ai compiti che ci attendono. Stiamo già lavorando duramente e concretamente in silenzio, per poter essere pronti e dimostrare che il M5S non è solo protesta, ma soprattutto proposta, non è improvvisazione, ma capacità, competenza e conoscenza.

Alleanze
Nella fase pre-elettorale saremo aperti al confronto con gli altri soggetti in campo siano essi partiti tradizionali o liste civiche. Lo stesso atteggiamento adotteremo nella successiva attività amministrativa. Tutte le scelte opportune e necessarie per il bene dei cittadini e la crescita della Città ci vedranno aperti a contributi propositivi ed a sostegni, ma il tutto in chiara posizione di autonomia. Faremo confronti, daremo contributi, ma non faremo alleanze.
Il “risiko” degli schieramenti non ci interessa e non ci vedrà partecipi, perché è estraneo alla natura del Movimento. Riteniamo che l’interpretazione e la definizione degli attuali schieramenti sia meramente fittizia, superata e non rispondente ai modelli sociali aggiornati. Parlare oggi di centro-destra e di centro-sinistra, quando non vi è distinzione tra questi schieramenti nell’azione politica, nell’etica e nella morale, e nel modello sociale proposto e sostenuto, sia solo un gioco di casacche e di bandierine.
Il Paese richiede e necessita di altro! Occorre un profondo cambiamento, un rinnovamento totale della classe politica che, invece, con diversi colori, tende a perpetuarsi, e Lecco ne è un esempio. Il M5S è oltre queste fittizie divisioni ed è l’unica forza che non solo dichiara, ma pratica, un profondo, necessario rinnovamento.

Liste e candidature
Liste, nomi e candidature saranno la sintesi del lavoro e del percorso che stiamo compiendo. Sarà una scelta naturale, frutto proprio del cammino comune. Il M5S lecchese non è una scatola chiusa, ma un gruppo dinamico aperto al contributo di tutti coloro che, condividendo le nostre posizioni, intenderanno mettersi in gioco.
Non distribuendo prebende e poltrone, autofinanziandoci in tutte le nostre attività ed iniziative, siamo liberi di scegliere e lo faremo con le più ampie modalità democratiche. Le nostre liste e candidature non si scrivono nelle segreterie dei partiti o con i desiderata dei capi-bastone, ma con uno spirito autentico di servizio. Non siamo neppure il circolo degli amici di “Tizio o di Caio”.
In questa logica rimangono fermi due punti essenziali e cioè l’incensurabilità dei candidati ed il limite dei due mandati. Questo termine, per chi voglia fare della politica un servizio e non un mestiere, riteniamo sia ampiamente adeguato e sufficiente.

MoVimento 5 Stelle Lecco

Non bruciamoci il futuro – Il territorio lecchese ed il comune di Valmadrera non diventino un terminale nazionale dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento!

Esprimiamo il nostro rammarico e disappunto per la richiesta di Silea Spa di incrementare la quantità di rifiuti inceneribili dal forno di Valmadrera portando la sua capacità massima di utilizzo dalle 87.000 tonnellate annue alle 123.000 tonnellate annue, il tutto in spregio della volontà manifestata dal Consiglio Comunale di Valmadrera che nella seduta dello scorso 16 luglio aveva espresso parere contrario.
Non condividiamo assolutamente la scelta di Silea Spa (che a nostro giudizio non ha alcun fondamento concreto) dal momento che oggi la capacità del forno inceneritore è già ampiamente sovradimensionata rispetto alle esigenze del territorio lecchese e dei comuni soci di Silea Spa. Ricordiamo, come il territorio lecchese, con tendenza costante, abbia prodotto negli ultimi sette anni una frazione destinata all’incenerimento pari ad una valore compreso tra le 61.000 e le 52.000 tonnellate annue con una costante tendenza al ribasso (confermata anche dai dati 2013, vicina alle 52.000 tonnellate): Il Forno inceneritore di Valmadrera è già, quindi, ampiamente sovradimensionato.

Questa richiesta di Silea tende a nascondere gravi errori di programmazione strategica e di investimenti sbagliati: invece di intervenire per garantire sempre più e sempre meglio la sicurezza e la salute dei cittadini di Lecco, Valmadrera e dintorni, si è preferito rincorrere un sovradimensionamento eccessivo rispetto alle esigenze del territorio.

Dato lo scenario attuale si vorrebbero, alla luce della richiesta di Silea, importare oltre 50.000 tonnellate annue di rifiuti da bruciare da altre provincie o regioni, siano essi rifiuti urbani o i molto più pericolosi rifiuti industriali speciali e rifiuti speciali ospedalieri del cui smaltimento, al di là delle necessità territoriali, il forno di Valmadrera già si fa ampio carico.

Invece di ridurre tale tendenza, ora Silea chiede di ampliarla; il tutto con gravissimi danni e scarse tutele per la salute dei cittadini del territorio lecchese: E’ infatti ormai acclarato che gli inceneritori, in particolare quelli di ultima generazione producono elevatissime quantità di polveri ultra sottili e nano-particelle ad elevato potere cancerogeno, non intercettabili nemmeno dai più moderni filtri… Per coprire errori di pianificazione e programmazione societari e giustificare evidenti inutili investimenti si mette a rischio la vivibilità dei nostri territori.

A queste scelte noi diciamo basta! A queste scelte noi ci opponiamo e chiediamo che i vertici societari ne siano chiamati a rispondere. Non rimarremo impotenti osservatori della trasformazione del nostro territorio nella pattumiera regionale!

Ribadiamo, inoltre, che l’alternativa all’incenerimento, per noi, non è la discarica. La nostra idea non è quella di chiudere Silea Spa, ma chiediamo che l’Azienda, e le Amministrazioni Comunali che sono socie, si facciano promotrici del cambiamento verso una gestione virtuosa dei rifiuti in linea con le direttive europee e con la strategia Rifiuti Zero.

E’ necessario ripensare completamente il ciclo di gestione dei rifiuti, trasformando gli stessi in una risorsa dalle positive ricadute occupazionali. E’ necessario applicare un modello innovativo, basato sulla selezione e sul trattamento biomeccanico a freddo (TMB), che recuperi ulteriori materiali dal rifiuto urbano residuo, creando una sinergia virtuosa con l’azienda affidataria della raccolta ed incentivando le buone pratiche di riduzione del rifiuto prodotto. L’investimento verso il recupero dei materiali è economicamente meno rischioso e meno invasivo dal punto di vista ambientale oltre che vantaggioso per la salvaguardia (se non incremento) dei posti di lavoro, rispetto al ventilato “teleriscaldamento”, progetto inutile e costoso che legherebbe indissolubilmente il territorio lecchese alla necessità di importare da fuori provincia e fuori regione elevate quantità di rifiuti per poter garantire la piena funzionalità al forno.

Le stesse criticità riscontrare nel territorio lecchese emergono in tutta la nostra regione.

Se la volontà politica di chi governa la Lombardia è quella di trasformarla in un terminale nazionale dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento, che lo si dica chiaramente ed eventualmente si lasci ai lombardi la facoltà di deciderlo mediante referendum.

Siamo ansiosi di conoscere gli allegati tecnici e gli studi di fattibilità che hanno portato a questa decisione che a nostro giudizio non ha alcuna aderenza con gli attuali livelli di rifiuti prodotti, stante anche l’ampio margine di miglioramento della raccolta differenziata e di conseguenza il minor quantitativo di rifiuti da avviare ad incenerimento.

A nostro avviso la richiesta di Silea Spa ed il preliminare parere favorevole della Conferenza dei Servizi contrastano con il contenuto della mozione del Consiglio Regionale della Lombardia, deliberata all’unanimità in data 03/12/13 ad oggetto “Risoluzione inerente al programma regionale dei rifiuti (PRGR)” che, per effetto della riduzione progressiva del rifiuto urbano dovuta all’incentivazione delle raccolte differenziate, ha approvato la disattivazione progressiva di alcuni impianti di termovalorizzazione e delle singole linee di incenerimento, rendendo difatti non più percorribile la realizzazione di nuove reti di teleriscaldamento.

Poniamo infine all’amministrazione di Silea Spa alcune semplici domande che non mancheremo di inoltrare anche a mezzo dei nostri consiglieri comunali e regionali:

  • Silea Spa dove intende reperire le altre 50.000 tonnellate di rifiuti necessarie a sfruttare la piena capacità industriale, dal momento che oggi il territorio lecchese ne produce poco più di 52.000 e oltre 20.000 vengono già importate da soggetti diversi dai comuni soci?  
  • Che tipologia di rifiuti intende incenerire e che provenienza hanno?

Ribadiamo: per noi la salute dei cittadini viene prima di qualsiasi efficientamento societario!

 

MoVimento 5 Stelle Lecco – Ballabio – Calolziocorte – Casatenovo – Galbiate – Mandello – Merate – Valmadrera

Raccolta rifiuti a Lecco – Tariffa puntuale

I dati pubblicati dall’osservatorio provinciale dei rifiuti sono totalmente insoddisfacenti per la città di Lecco e richiedono un profondo ripensamento della strategia di gestione del ciclo dei rifiuti.

Il M5S Lecco ritiene che la via da percorrere non siano le sanzioni, quanto piuttosto gli incentivi, anche economici, ai comportamenti virtuosi, partendo da come si struttura il servizio e la tariffa annessa.

Pochi giorni or sono abbiamo accolto con piacere la notizia che a Lecco la tassa sui rifiuti ci costerà un po’ meno. E’ sicuramente una notizia positiva, ma analizzando il capitolato si evince che nella sostanza si cela anche un sostanzioso taglio del servizio che a regime vedrebbe ridursi da tre a due i ritiri della frazione umida, con conseguente notevole disagio per gli utenti nel periodo estivo quando le elevate temperature accelerano il processo di decomposizione del rifiuto organico, oltre alla riduzione ad un solo passaggio (anziché due) del giro di raccolta del sacco indifferenziato (trasparente) e ad una riduzione di passaggi di pulizia manuale e svuotamento dei cestini nelle vie dei quartieri.

La direzione presa dalla giunta è quella sbagliata e sicuramente non incoraggerà i comportamenti virtuosi e le buone pratiche. Si è preferito optare per il taglio del servizio e per una modesta riduzione dei coefficienti tariffari, confermando la scelta del metodo “presuntivo” legato ai metri quadri ed al numero di abitanti, anziché passare al metodo “corrispettivo” mediante tariffazione puntuale basato sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti, premiando così i comportamenti virtuosi dei cittadini.

Il M5S Lecco vuole ribadire e sottolineare che non sono i metri quadri a produrre i rifiuti, bensì i comportamenti e le abitudini dei cittadini.

Nel gennaio di quest’anno abbiamo protocollato un’istanza presso il Comune di Lecco con la quale chiedevamo che si sperimentasse la tariffazione puntuale in alcuni rioni della città. Accogliamo oggi con piacere le parole dell’Assessore Provinciale Signorelli il quale giustamente sostiene che <<Bisognerebbe pensare alla “raccolta puntuale”, ovvero far pagare di più a chi meno differenzia e a chi produce più indifferenziato>>

La tariffazione puntuale è in vigore in numerosi comuni italiani ed in decine di comuni lombardi. Oltre un decennio di applicazione dimostra in maniera incontrovertibile che favorisce un incremento della percentuale di raccolta differenziata ed una contestuale diminuzione dei rifiuti complessivamente prodotti apportando benefici economici che si concretizzano in minori costi di gestione del servizio e quindi in una minore tassazione a carico dei cittadini. Senza contare i benefici in tema di salute ottenendo una riduzione dei rifiuti inceneriti.

Dove si applica la tariffazione puntuale abbiamo tariffe domestiche inferiori del 35-40% rispetto alla media nazionale e costi del servizio inferiori del 50% rispetto al dato nazionale e del 35% rispetto a quello nord italiano.
Esaminando le serie storiche degli ultimi dieci anni riguardanti l’evoluzione della media delle tariffe rifiuti in Italia registriamo aumenti complessivi del 56,92%, mentre dove si applica la tariffazione puntuale gli aumenti in 10 anni sono stati complessivamente del 8,51%, al di sotto anche della aumento dell’indice dei prezzi al consumo Istat che è stato del 22,47% (Fonte: dati ufficiali Contarina e Greenbook 2012, Fondazione Utilitatis e dati ufficiali Contarina 2011 e Ispra dati 2010)

Il sistema della tariffazione puntuale ha anche un vantaggio legato alla sua trasparenza, il cittadino infatti ha la sicurezza di pagare solo per il numero di conferimenti realmente effettuati o per i chilogrammi di rifiuti prodotti, vigilando sui processi di gestione del servizio.

Chiederemo udienza in Commissione congiunta ambiente e finanze in modo da poter illustrare agli assessori competenti ed ai consiglieri comunali le peculiarità della tariffazione puntuale, le sue modalità di applicazione oltre ai vantaggi economici per le tasche dei cittadini.

Abbattere la produzione di rifiuti ed al contempo aumentare la percentuale di raccolta differenziata mediante l’adozione di buone pratiche ed incentivi, sono obiettivi a portata di mano visti gli insoddisfacenti livelli di raccolta differenziata finora raggiunti, che vedono Lecco attestarsi ad un “misero” 54,9%, addirittura in decremento rispetto al già deludente anno precedente e ben lontano dai livelli minimi richiesti dalla legge, che vedevano nel 65% l’obiettivo minimo da raggiungere entro il 2012.

Infine non dimentichiamo che non differenziare equivale ad incenerire ed incenerire equivale ad inquinare.

Attivisti MoVimento 5 Stelle

QUANDO I PARTITI PORTANO L’ACQUA AL PROPRIO MULINO CHI RIMANE “NEL TORBIDO” SONO I CITTADINI

La questione dell’affidamento del Sistema Idrico Integrato dell’ATO della provincia di Lecco sta diventando oggetto di sterili scaramucce elettorali.

Al posto di un’analisi seria e approfondita della questione si diffondono affermazioni e articoli superficiali che, volutamente o per ignoranza, illustrano solo la punta dell’iceberg della tematica.

Ci preme ricordare che l’acqua pubblica non è una battaglia di questo o quel partito, ma una battaglia dei Cittadini.

Qui di seguito 5 domande e relative risposte:

1) Cosa vuol dire “acqua pubblica” e quale è la direzione indicata dal Referendum del 2011?

Il Referendum del 2011 è stato promosso e portato avanti dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua con un preciso obiettivo : “mettere l’acqua fuori dal mercato e togliere profitti sull’acqua” (http://www.acquabenecomune.org).

Il popolo italiano ha decretato che con l’acqua non si deve fare profitto in quanto bene essenziale per la vita e pertanto non mercificabile.

2) Quale è il modello societario più vicino e congruo all’esito referendario?

Secondo il parere dei tecnici A.N.E.A (http://www.associazioneanea.it/) l’Azienda Speciale è l’unico modello che possiede tutti i requisiti per far sì che la gestione del bene idrico si ponga al di fuori della logica del profitto.

L’Azienda Speciale ha infatti per sua natura come oggetto il SERVIZIO. Essa impronta la sua attività sui criteri di efficacia, efficienza ed economicità e ha l’obbligo del pareggio di bilancio, da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti. Gli eventuali utili vengono investiti per migliorare il servizio. L’Azienda Speciale garantisce inoltre il controllo analogo.

Una società di capitale (sia SRL, sia SPA) ha per sua natura come fine ultimo il profitto.

3) Idrolario o Idroservice?

L’affidamento del servizio idrico integrato a Idroservice Srl rispetta solo in parte l’esito referendario e non consente il controllo analogo. Questo perché Idroservice è controllata al 100% da Lario Reti Holding. Si tratta quindi di una società non di primo, ma di secondo livello, su cui i comuni non hanno controllo diretto. Al momento dell’affidamento era stato prefigurato lo scorporo di Idroservice da Lario Reti Holding entro il 31/12/2014, ma nulla si è ancora mosso in questa direzione.

Allo stato attuale delle cose, quindi, l’affidamento a Idroservice, SRL a oggi ancora priva dei requisiti essenziali, configura un uso “privatistico” del bene acqua, avendo una SRL lo scopo di lucro.

Idrolario, con alcuni piccoli aggiustamenti, tra cui la trasformazione in Azienda Speciale, è la società che meglio avrebbe garantito il rispetto dell’esito referendario.

4) Cosa ha comportato e comporterà l’aumento delle tariffe dell’acqua per gli utenti?

L’aumento delle tariffe è indipendente dalla scelta della società affidataria. Essa è una naturale conseguenza della cattiva gestione e di scelte scellerate compiute negli ultimi anni, tra cui enormi spese per consulenze rese necessarie dai vari passaggi societari. Tutto questo ha provocato un indebitamento che adesso dovrà essere inevitabilmente pagato dagli utenti. Le responsabilità di tali scelte sono politiche, dato che sono state definite dall’ autorità d’ambito e da tutti i Sindaci della Provincia.

5) Quale è la soluzione possibile?

Il Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica (http://acquabenecomunelecco.weebly.com/), che fa parte del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e che esula dalle logiche di partito, propone un modello semplice ed economico e sicuramente coraggioso. Si tratta della costituzione di un’Azienda Speciale Consortile, partecipata da tutti i comuni della provincia di Lecco (solo 65 comuni dei 90 della provincia sono azionisti di Lario Reti Holding, ndr), che incorpori i beni, gli impianti e la gestione del servizio “ex Idrolario”e l’organizzazione “ex Idroservice”.

Questa soluzione garantisce l’affidamento in house in quanto prevede la partecipazione solo dei comuni destinatari del servizio e la possibilità per gli stessi di esercitare il controllo analogo.

La creazione di un’Azienda Speciale consortile di diritto pubblico direttamente controllata dai comuni e dotata di tutti gli strumenti di partecipazione e controllo per i cittadini, permette una gestione realmente partecipata e trasparente dell’acqua, ponendola fuori dal mercato.

Per ulteriori approfondimenti: http://lecco5stelle.org/category/acqua/

Movimento 5 Stelle Merate e Brianza Lecchese

 

“L’onore perduto della politica lecchese” – Lettera aperta

Le novità giudiziarie delle ultime settimane, che hanno interessato direttamente il nostro territorio, e che hanno visto protagonisti ex-amministratori e funzionari pubblici lecchesi coinvolti in vicende di corruzione, sia perché coinvolti nella inchiesta “Metastasi”, sia perché coinvolti in altre inchieste, evidenziano un quadro sempre più sconfortante da cui emergono le pesantissime responsabilità della politica lecchese del recente passato e del presente.

Corruzione e criminalità organizzata che infiltra le istituzioni sono i mali profondi dell’Italia, che corrodono inesorabilmente anche il nostro territorio che si riteneva al di sopra ed al fuori di questi fenomeni.

Non ci compete l’accertamento delle responsabilità penali, di cui si occupa la magistratura, ci preme però fare emergere ed evidenziare le responsabilità politiche e civiche di talune scelte.

La corruzione diventa “istituzione” nel momento in cui condannati, inquisiti o personaggi dalle “dubbie frequentazioni” vengono candidati a ruoli di responsabilità, a svolgere funzioni o ruoli pubblici, ad elezioni siano esse europee o nazionali o locali, grazie al paracadute offerto dalla peggior politica, debitrice nei loro confronti. Non le competenze e le capacità al servizio dei cittadini bensì il servilismo e la tutela di interessi specifici spesso illegittimi ed illegali.

A questa azione spesso si è associato l’operato di alcuni media “schierati” che hanno supportato con reticenze e coperture, azioni di disinformazione e di indirizzo dell’opinione pubblica. Solo così si possono spiegare i tentativi perpetrati, tramite l’approvazione di qualche norma di tutela, sottolineata con ridondanza mediatica, limitata ai fenomeni più eclatanti, ma lontana dall’incidere nella soluzione dei fenomeni.

In questo modo si è cercato di creare una opinione diffusa per cui solo i comportamenti penalmente rilevanti meritano il biasimo, mentre quelli altrettanto moralmente ed eticamente biasimevoli sono tollerati ed accettati. Una cultura dell’ipergarantismo che, in realtà si trasforma in protezionismo, corruttela ed impunità.

Si arriva quindi a ritenere irrilevanti la “disattenzione” nella composizione delle liste elettorali, le reti ambigue di relazioni personali con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata o le convenienze dirette ed indirette derivanti dal ruolo che si ricopre.

Si palesa così la volontaria confusione tra responsabilità penale e responsabilità politica, civica e morale, sancendo l’azzeramento di queste ultime.
Gli inviti alla correttezza ed al senso di responsabilità, le richiesta di dimissioni occasionate da azioni civicamente, moralmente ed eticamente censurabili e, sicuramente, fonte di discredito per l’azione politica, vengono respinti con arroganza ed ostinazione trincerandosi dietro il solito ritornello: “non è questione penalmente rilevante”.

Purtroppo le inchieste giudiziarie e le intercettazioni in esse contenute certificano che anche a Lecco, in questo nostro territorio che amiamo, la politica ha perso il suo onore, quello sancito dalla nostra Costituzione, che all’articolo 54 recita:
“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”.
“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”.

Ai politici e agli amministratori che si trincerano dietro l’affermazione di aver rispettato la legge penale e quindi di non aver commesso alcun reato, vogliamo ricordare che è loro imposto un ulteriore dovere costituzionale chiaro ed inequivocabile: “disciplina e onore”.

Quando questi doveri vengono meno l’unica strada da percorrere è quella delle dimissioni.

MoVimento 5 Stelle Lecco

In Europa per l’Italia

Tra il 22 e il 25 maggio 2014 i cittadini dei vari stati europei saranno chiamati al voto per rinnovare il Parlamento Europeo (PE). In Italia si voterà domenica 25 maggio. Perché è importante votare?

Il diritto al voto rappresenta la massima espressione della democrazia  ed  e’ una conquista alla quale i cittadini non dovrebbero mai  e poi mai rinunciare,  l’80% della normativa nazionale e regionale degli stati membri e’ attualmente di derivazione europea ed in ogni caso, le grandi questioni che gli stati nazionali hanno di fronte( sviluppo economico, ricerca, approvvigionamento energia, ambiente, fenomeni migratori ) saranno decisi a livello europeo.

Con ben 73 seggi l’Italia rappresenta la terza forza in europarlamento. Un dato che stupira’ molti lettori che magari pensano che l’Italia sia ai margini nella cabina di “controllo”.  C’e la possibilita’ con le persone giuste di cambiare l’Italia dall’Europa.

L’idea del MoVimento e’ quella di riequilibrare i rapporti fra stati membri “virtuosi” e “non virtuosi” rivendicando i diritti dei  cittadini Europei  nei confronti dei poteri delle banche e delle lobbies, riportando l’idea originaria dei padri fondatori al centro della politica.

E’ quindi importante far capire ai cittadini che visione dell’Europa stanno votando, per quali persone e per quale preciso progetto politico che incidera’ profondamente sulla loro vita.

Il nostro programma e’ articolato in 7 punti:

1)            Abolizione del Fiscal Compact:

Nel corso degli anni tutti i partiti politici hanno amministrato scelleratamente la “cosa pubblica”, non investendo in crescita, indebitando oltremodo il popolo italiano. Così facendo il nostro debito ha raggiunto una cifra record: oltre 2100 miliardi ossia più del 132% del prodotto interno lordo (PIL)

Improvvisamente, nel luglio del 2012, dietro le direttive dell’allora premier Mario Monti e a nostra insaputa, gli stessi partiti che ci hanno vessato (tutti tranne il MoVimento 5 Stelle) hanno approvato in Parlamento  questo patto di bilancio europeo scellerato, un patto che impegna i cittadini italiani a ridurre in 20 anni il debito pubblico a oltre la metà, restituendo circa un ventesimo (5%) all’anno. Si tratta di una cifra enorme, compresa tra 30 e 50 miliardi anno. Considerando che quest’anno non abbiamo trovato 4 miliardi per l’IMU..

Tener fede a questo patto ingiusto e criminale vorrebbe dire svendere i nostri beni pubblici, indebitare oltremodo i cittadini, fare tagli a tutti livelli (ed i politici iniziano sempre dai diritti fondamentali quali istruzione, sanità, giustizia). In poche parole ridurci in poco tempo in ginocchio, così come già successo in Grecia, dove mancano anche le medicine fondamentali, dove i bimbi muoiono anche per una semplice dissenteria, dove il governo consente il consumo di farmaci e cibo scaduto. E la Germania si bea perché la Grecia sta mettendo i conti in ordine..!!!

E’ per questo che il MoVimento 5 Stelle stralcerà questo patto scellerato e ritratterà il debito. L’Europa non deve rimanere l’unione delle banche, deve tornare ad essere Comunità, come e’ stata concepita dai padri costituenti. Un’Europa dove nessuno deve rimanere indietro.

2)      Adozione degli Eurobond

 

I titoli del debito pubblico (per intenderci in Italia oggi i Btp,Cct Bot) in tal caso non sarebbero più nazionali, ma comunitari ed il loro  valore corrisponderebbe alla media dei valori delle economie della UE. In sostanza si metterebbe in comune il debito oltre alla moneta. Euro + eurobond. L’Eurobond sta stretto ai Paesi con le economie più forti, come la Germania e l’Olanda, che osteggiano la sua introduzione, ma aiuterebbe i Paesi in difficoltà.

L’euro senza eurobond è una camicia di forza, euro e titoli vanno equiparati e l’emissione di eurobond è la soluzione. In una Comunità ci si aiuta a vicenda, se uno Stato è in difficoltà non lo si abbandona al suo destino, come è successo per la Grecia. Ognuno si prende la sua parte di obblighi e di responsabilità. L’eurobond è la soluzione per non uscire dall’euro. La vera porta principale per attuare il vero concetto di comunita’ di un’Europa solidale.

La Germania non li vuole? Esca lei dall’euro.

 

 

3)       Alleanza tra paesi mediterranei per una politica comune

La moneta unica ha valore troppo alto sul mercato dei cambi e ciò penalizza paesi come Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia che riflettono gli effetti di un’economia a rilento e di una crisi dilagante che sta mettendo in ginocchio le produzioni mediterranee, la tecnica e la meccanica fine italiana, il design che abbellisce il mondo, l’arte, la famiglia, i figli, il futuro del nostro paese.

Perché quindi non tentare una politica comune con i paesi del mediterraneo? E’ una maniera concreta per riaffiancare paesi ed economie sminuite dal termine “non virtuose” oppure“fanalino di coda” ma che hanno continuato nonostante tutto negli anni ad aggiungere valore al mondo attraverso produzioni che accrescono bellezza e cultura.Ovviamente questa alleanza servira’ a contrastare l’egemonia dei paesi”virtuosi”, contare di “piu’” e raggiungere obbiettivi come quello degli eurobond.

4)      Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo del deficit di bilancio

Il M5S propone che venga fatta un’eccezione al limite del 3% annuo di deficit di bilancio e da questo vengano esclusi tutti gli investimenti fatti dallo stato in innovazione e per creare nuove attivita’ produttive alzando il Prodotto interno lordo e migliorando il rapporto con il debito. Cioe’ l’innovazione in campo tecnologico e produttivo generera’ maggiore competitivita’ e benessere stimolando la crescita economica delle nostre piccole e medie aziende e permettere alle stesse di poter iniziare a riassumere i lavoratori oggi disoccupati.

5)      Finanziamento per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni

Nel 2013 hanno chiuso i battenti più di 32.000 stalle e numerose aziende lasciando senza lavoro più di 36.000 cittadini italiani.

Questo in gran parte a causa dell’importazione di prodotti di ogni genere, spesso con il marchio Made in Italy (!) a causa di governi che hanno permesso questa truffa.

Peraltro e purtroppo l’Italia inoltre produce solo il 70% degli alimenti che consuma. Il cemento sta divorando il nostro paese, le campagne si stanno spopolando.

Dobbiamo diventare al più presto un Paese sostenibile per la produzione agricola e per gli allevamenti.

Per questo proponiamo vantaggi fiscali per gli alimenti che verranno prodotti e consumati in Italia e appoggiamo la Coldiretti che si spende per proteggere il “Made in Italy”.

 

6)      Abolizione del pareggio di bilancio

Il pareggio di bilancio rappresenta un insieme di manovre e direttive con le quali lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, non tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico e così mettendo il benessere del cittadino in secondo piano rispetto al vincolo contabile.

Prima della sottoscrizione di questi trattati scellerati l’Europa aveva raggiunto il suo più alto punto di civiltà in virtù del suo sistema di sicurezza sociale che consente all’individuo di non rimanere solo davanti ad eventi drammatici dell’esistenza, confidando nella solidarietà generale.

Oggi gli stati meno forti finanziariamente stanno perdendo ogni sistema di difesa contro la miseria, la malattia e l’isolamento. I continui tagli stanno (o sono arrivati) alle pensioni alla sanità e all’istruzione, svendendo i beni dello Stato e tartassando i contribuenti.

Il pareggio di bilancio non è una necessità economica o finanziaria ma il risultato di un’ ideologia politico economica che governa l’Europa ormai da oltre 20 anni, è stato imposto dal trattato europeo del 2012 ed inserito in Costituzione nel nuovo articolo 81.

Noi vogliamo abolirlo poiché non vogliamo più rinunciare alle più importanti conquiste sociali che consentono di combattere la povertà, la disoccupazione e la malattia.

7)      Referendum per la permanenza nell’euro

Come descritto nei punti precedenti, quando saremo in Europa ridiscuteremo molti trattati che vanno contro il cittadino e la sovranità popolare. Se L’Europa (leggi Germania) non vorrà ridiscutere, a quel punto il MoVimento 5 Stelle, ridando voce al cittadino, chiederà il referendum, anche se teoricamente i trattati Eu non prevedono la possibilita’ dell’uscita dalla moneta unica, ma solo dall’ Unione Europea stessa.

Il referendum sara’ un modo chiaro per sapere come la pensa la maggioranza degli italiani.

 

Osservazioni sul PGT di Lecco – Richiesta di sospensione

Il PGT della Città di Lecco, così come è stato proposto dalla Giunta, risente di tutte le difficoltà e le problematiche che hanno portato al suo concepimento. L’aver attraversato, negli anni, Giunte di diverso orientamento politico, con tutte le conseguenti mediazioni, ha inquinato la vena innovativa e propositiva che un documento di questa fondamentale importanza dovrebbe avere per il futuro della Città. Dovrebbe essere un documento di indirizzo, mentre si limita ad essere, nella più benevola interpretazione, una fotografia, logora e superata, dell’esistente, integrata con il tentativo di accogliere le istanze ed i desiderata di forti gruppi di pressione ben identificabili e riconoscibili.
Ogni scelta ha un suo perché, non è casuale, ed è troppo raramente fatta nell’interesse del singolo cittadino od a sua tutela. Anche il fatto che l’elaborazione definitiva sia stata demandata agli Uffici ha dato un sostanziale contributo a questo modesto esito. Mancano la fantasia e l’innovazione derivanti da chi si è già confrontato con altre situazioni e realtà, manca di proposta strategica e progettuale. Non esiste, al suo interno una pianificazione di indirizzo se non quella derivante dalla mediazione tra politica e gruppi ed interessi di potere, così come avviene quando la redazione e le scelte sono demandate a chi ha, per compiti e professione, quotidianità con la stessa politica e con gli stessi gruppi di interesse.   Si promette un fermo al cemento ed alla edificazione, ma poi ci si limita a fermare qualche iniziativa di singoli cittadini alla ricerca da tempo del proprio agognato realizzo di sogno abitativo, consentendo insediamenti massici e massivi a vantaggio di gruppi ed interessi economici ben consolidati. In definitiva meno cemento per i cittadini, molto più cemento per gli affari.
Si illustra come, a vantaggio del fondamentale e vitale commercio al minuto, si introduca un fermo a nuovi insediamenti della grande distribuzione e poi, in luogo di risolvere i problemi che zavorrano le singole minute attività commerciali, si introduce la norma che consente una corsia preferenziale a chi voglia realizzare i megastore che sono al di fuori delle possibilità dei singoli, ma sono nelle potenzialità di potentati economici anche estranei alla storia ed alla tradizione commerciale cittadina.
Si rivendica una storia fatta di industria e di operosità, dichiarando un impegno alla salvaguardia dei posti di lavoro, e si privilegiano scelte che premiano, con mutazione in destinazioni urbanistiche più favorevoli,  aziende ed imprenditori che dismettono o si trasferiscono al di fuori e lontano dal contesto cittadino con conseguente pesante riflesso occupazionale. Addirittura in aree ove gravitano aziende in grave difficoltà e con il futuro incerto, in luogo di serrare le fila ed impedire speculazioni, si garantiscono già lucrose diverse destinazioni quasi ad incentivarne la rapida dismissione con conseguenti gravose ricadute occupazionali. Quella che qualche anno fa era conosciuta come la Manchester del Lario, con questo PGT viene indirizzata a divenire solo una  spenta ed anonima città dormitorio.
Si sbandiera di voler indirizzare la Città verso il turismo, ma quanto proposto, anche come normativa, indirizza verso la forma deteriore di turismo, quello mordi e fuggi, con tanti costi e disagi per la cittadinanza lecchese, e scarsa ricaduta e vantaggi, e non verso un turismo stanziale, qualificato, supportato da strutture commerciali adeguate e da iniziative culturali

di richiamo per le quali non si ritagliano spazi adeguati e compatibili con il tessuto cittadino, la sua storia e la ricchezza delle bellezze naturali esistenti.
Si cerca di imporre una mobilità diversa, incompatibile anche con  l’orografia, la struttura urbana cittadina, e le necessità dei suoi abitanti, e non si trovano risposte per meglio disciplinare la viabilità esistente, per metter fine alla giungla dei parcheggi, per favorire un reale e praticabile interscambio che non rimanga solo un tratto di penna inutile, ma possa essere utile, fruibile, praticabile ed incentivante per i cittadini.
In definitiva un PGT molto modesto, di corto respiro, ed incapace di permettere una autentica pianificazione. Dopo tanti anni, attese ed aspettative, Lecco meritava ben altro risultato.
Alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno visto l’arresto per reati associativi di tipo mafioso del Consigliere Comunale Ernesto Palermo, componente della Commissione I “Lavori pubblici e patrimonio”, della Commissione III “Politiche sociali” nonché della Commissione V “Pianificazione, sviluppo territoriale, trasporti, ambiente”:
RICHIEDIAMO la SOSPENSIONE dell’iter di approvazione del PGT in attesa dell’accertamento dell’esistenza di eventuali abusi e irregolarità da parte della Autorità Giudiziaria.
MoVimento 5 Stelle Lecco

Lettera ai Giovani Democratici Lecchesi

Cari Giovani Democratici,

abbiamo letto la vostra “accorata” missiva in difesa del Sindaco Brivio e dell’operato del Partito Democratico.

L’aver inserito un soggetto come Ernesto Palermo nella lista del PD “squisitamente sulla base dell’opportunità politica” non è una attenuante, semmai è un’ aggravante.

Adesso però capiamo come forse “squisitamente sulla base dell’opportunità politica” a livello nazionale il PD possa aver candidato in Parlamento Francantonio Genovese, per il quale c’è una richiesta di arresto per essersi appropriato di 6 milioni destinati ai disoccupati siciliani.

E’sempre sulla base di “opportunità politica” che Davide Faraone è stato a casa di Agostino Pizzuto (custode dell’arsenale della famiglia mafiosa del quartiere San Lorenzo-Resuttana) per discutere di voti e candidature?

Stiamo parlando della stessa “opportunità politica”che vi consente di far sedere in Parlamento tra i vostri “compagni di riforme” di Forza Italia “Giggin’ a purpetta” (Luigi Cesaro) ex autista di Raffaele Cutolo il creatore Nuova Camorra Organizzata, senza indignarvi?

Probabilmente è sempre per “opportunità politica”che il PD con il suo voto alla Camera (ed in queste ore al Senato) ha, con un compromesso al ribasso (Cit. Sen. Casson – PD), depotenziato il 416ter diminuendone le pene del 40% e rendendo così inapplicabile l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ai condannati per voto di scambio elettorale politico-mafioso, esaudendo così le richieste dei “compagni di riforme” di Forza Italia.

Troviamo scandaloso che per “opportunità politica” il segretario del vostro partito stia scrivendo la legge elettorale e facendo le riforme con un condannato in via definitiva il cui partito è stato creato con la collaborazione di personaggi del calibro di Marcello Dell’Utri (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa), Cesare Previti e Denis Verdini.

Purtroppo è sempre per “opportunità politica” che ci si nasconde dietro lo schema della sentenza, dimenticandosi che non deve essere una sentenza (magari di terzo grado) a far capire che un soggetto sia inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. A volte bastano le sue frequentazioni…

Chi quotidianamente è impegnato ad amministrare la cosa pubblica non può assolutamente permettersi di far prevalere logiche politiche ed elettorali rispetto ad una realtà incalzante e deprecabile come l’infiltrazione mafiosa.

Basare la composizione delle liste sull’ “opportunità politica” e sul tornaconto elettorale equivale a sottoscrivere il ”compromesso morale” il cui puzzo vi è evidentemente diventato sopportabile.

Troppo spesso ci si dimentica che le responsabilità politiche vengono molto prima di quelle giuridiche, tant’è che un rigore etico e morale nella condotta politica arriverebbe a rendere inutile l’azione giudiziaria.

Di questo però ci si dimentica al momento di comporre le liste “squisitamente sulla base dell’opportunità politica”.

MoVimento 5 Stelle Lecco

Lettera aperta agli amministratori lecchesi

Cari amministratori lecchesi e cari concittadini,
dopo i recenti arresti riteniamo che non ci sia posto per lo sbigottimento e l’incredulità in un territorio come quello lecchese e lombardo, dove, da oltre due decenni erano evidenti i segni di una costante ed inesorabile infiltrazione mafiosa che permeava parte del tessuto economico e sociale, arrivando fino agli apparati istituzionali, con la compiacenza della politica e ripercorrendo il medesimo schema attuato in altri comuni lombardi recentemente sciolti per mafia.
Le cronache giudiziarie di questi anni dimostrano quanto anche il nostro territorio, come larga parte di quello lombardo, sia funestato da eventi malavitosi e come sia sempre più evidente l’inefficacia della politica nell’affrontare, contrastare e sradicare il fenomeno mafioso.
Il fatto che il consigliere comunale Ernesto Palermo, ritenuto dagli inquirenti “organico” all’organizzazione mafiosa, abbia avuto accesso agli atti di governo della città, getta inevitabilmente delle ombre su tutte le decisioni prese da questa amministrazione. Certe affermazioni del consigliere creano seri interrogativi anche sulle amministrazioni del passato, o per meglio dire con parole dello stesso Palermo, di “quando c’era Franco” (Coco. ndr).
Lo sbigottimento dovrebbe esserci nel riscontrare che ancora una volta la politica non abbia saputo affrontare di petto e soprattutto per tempo i numerosi indizi di collusione con le realtà criminali.
Da anni l’associazione di cittadinanza attiva Qui Lecco Libera denuncia la presenza concreta e reale di fenomeni di infiltrazione mafiosa; tuttavia si è preferito non affrontare direttamente la questione, relegando gli eventi ad accadimenti marginali, oppure negandone addirittura l’esistenza sul territorio, ritenendo le mafie manifestazioni sociali circoscritte all’area del sud Italia. Questo, si, ci lascia sbigottiti e sgomenti.
Se a livello parlamentare il tandem Partito Democratico – Forza Italia è riuscito a far approvare alla Camera il depotenziamento delle pene comminate nel reato di voto scambio politico-mafioso disciplinato dall’articolo 416ter, chi vive quotidianamente le vicissitudini del territorio come gli amministratori locali, non può assolutamente permettersi di far prevalere logiche politiche ed elettorali rispetto ad una realtà incalzante e deprecabile come la diffusione capillare di reati riconducibili ai clan mafiosi.
Ridurre le pene equivale a complicare ulteriormente l’iter di condanna per la “messa a disposizione” del politico nei confronti del mafioso prima di ottenerne i voti. Come se non fosse sufficientemente difficile per i magistrati rilevare tali azioni delittuose. “La lunga trattativa Stato-mafia continua, ora in questo momento, in Parlamento, rendendo inoffensivo il 416ter”, come detto dai nostri portavoce di Camera e Senato.
Ci preme allora ricordare, a coloro i quali oggi si trincerano dietro i “non sapevamo” o ridimensionano l’accaduto parlando di “ingenuità”, le parole di Paolo Borsellino, che troppo spesso i politici dimenticano:
…c’è un equivoco di fondo: si dice che quel politico era vicino alla mafia, che quel politico era stato accusato di avere interessi convergenti con la mafia, però la magistratura, non potendone accertare le prove, non l’ha condannato, ergo quell’uomo è onesto… e no! [...] Questo discorso non va, perché la magistratura può fare solo un accertamento giudiziale. Può dire, be’ ci sono sospetti, sospetti anche gravi, ma io non ho le prove e la certezza giuridica per dire che quest’uomo è un mafioso. Però i consigli comunali, regionali e provinciali avrebbero dovuto trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze sospette tra politici e mafiosi, considerando il politico tal dei tali inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Ci si è nascosti dietro lo schema della sentenza, cioè quest’uomo non è mai stato condannato, quindi non è un mafioso, quindi è un uomo onesto.
E ancora: La lotta alla mafia […] non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
P.S: Sono di questi giorni i recenti provvedimenti del Parlamento volti a depotenziare uno dei pochi strumenti efficaci nel contrastare l’infiltazione della criminalià organizzata nelle istituzioni: il 416ter. ( http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/03/voto-di-scambio-annacquato-alla-camera-ridotte-pene-e-punibilita/937922/ )
Cordiali saluti,
MoVimento 5 Stelle Lecco