“Area Pagani: il rumoroso silenzio dei partiti e le colate di cemento bi-partisan”

Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle di Lecco deve intervenire per dar voce alle legittime istanze e preoccupazioni dei cittadini lecchesi di fronte alle inerzie ed opacità delle forze politiche, di  maggioranza o pseudo opposizione, che in Consiglio Comunale dovrebbero rappresentarli.

Sono tutti uguali, si scambiano ruoli, poltrone e prebende, tra di loro, nel disinteresse per il bene comune, ma accumunati in un teatrino della politica dove, a seconda del ruolo che si ricopre, si dimenticano le storie precedent.

296406_4686233_DEMOLIZION_15943958_display[1]La vicenda dell’area ex Pagani, tornata in questi giorni d’attualità, ne è un classico esempio.

Tace, in un rumoroso silenzio, tutta la cosiddetta opposizione di centro-destra: Lega e NCD, in Consiglio, e Forza Italia (senza rappresentanti), fuori.
Avrebbero, comunque, ben poco da dire, considerato che fu la deficitaria Giunta Faggi, cinque anni fa, a dare il via libera ad una delle più scellerate manovre di speculazione immobiliare di un recente passato. L’autorizzazione alla cementificazione selvaggia in un area già ricca, sempre per errori del passato, di volumi in larga parte inutilizzati (vedasi gli invasivi interventi nelle aree ex Badoni, Caleotto e SAE): una scelta incomprensibile ed ingiustificabile allora come oggi. Le leggi del mercato, infatti (vedasi gli oltre 2.500 alloggi sfitti e disponibili in Città), hanno costretto ad un ripensamento la Proprietà, che ha presentato un ridimensionamento dell’intervento. Un’iniziativa commerciale autonoma, non politica.

Tace, in un rumoroso silenzio, quella parte della maggioranza (Appello per Lecco), che pur si richiama al civismo; cavalca operazione mediatiche come la pulizia di statue e monumenti (peraltro di competenza delle inadempienti amministrazioni pubbliche), ma tace dove occorre condurre battaglie vere sulla vivibilità di interi quartieri nell’interesse dei cittadini.

Tace, in rumoroso silenzio, la forza politica di maggioranza (il PD), che pur, all’epoca, si era espresso negativamente all’operazione cercando di cavalcare il malumore della gente, ma che, una volta cambiati rapporti di forza e ruoli, non esita a proseguire la politica scellerata di chi lo aveva preceduto in quel balletto del trasformismo che le forze politiche cittadine ci hanno abituato a praticare.

Bene ha fatto, e gliene diamo atto,croppedimage701426-DSCN4728-Copia[1] in coerenza con le battaglie sostenute in passato, a separare, in Giunta, le sue responsabilità da quelle degli altri, l’Assessore indipendente (ex IDV) Ivano Donato.

Siamo consapevoli che, come ci ha ricordato il Sindaco i giochi furono fatti allora, ma chiediamo al Comune di Lecco il coraggio di assumere una posizione ferma che tracci la strada per uno sbarramento all’abuso sulle aree dismesse impedendo future speculazione edilizie che accentuerebbero la desertificazione produttiva trasformando la città in un grande “dormitorio”.

Apriamo un dibattito sull’utilizzo di quell’area dismessa a tutta la cittadinanza nella tentativo di trovare una soluzione che sostenga gli interessi dei cittadini.
Belledo e Germanedo sono quartieri che soffrono per carenza di parcheggi e di infrastrutture di servizio, in particolare rivolte alle giovani generazioni.
Cerchiamo di cogliere l’opportunità per rispondere a queste esigenze e necessità.

Il MoVimento 5 Stelle di Lecco assumerà, nei prossimi giorni, azioni ed iniziative tra la gente e per la gente dei rioni coinvolti ed interessati, per dar voce a chi la politica dei partiti, presenti in Consiglio, non vuole rappresentare.

Chiusura di Corso Matteotti: errare è umano, perseverare è PD!

Dopo la grottesca vicenda del Ponte Vecchio con la sua chiusura, i suoi disagi, fino alla incomprensibile soluzione finale (ivi compresi quegli orribili parapetti, soluzione voluta fortemente solo dal Vice Sindaco Vittorio Campione e dall’Assessore Francesca Rota), l’Amministrazione cittadina sta confezionando un’altra “perla” con la vicenda del rifacimento stradale di Corso Matteotti.

Le “piote”, esistenti da decenni e tuttora in buono stato di salute, sono state rimosse e sostituite con l’asfaltatura. Un intervento discutibile, anche alla luce di altre più urgenti necessità, ma non condannabile di per sé.Il problema è che questo intervento andava ad incidere su una arteria stradale vitale nel collegamento tra il centro cittadino ed i quartieri alti della città. Una strada ancora più vitale alla luce della collocazione di buona parte delle Scuole Superiori lecchesi. Molti studenti, infatti, approdano in città dai comuni limitrofi, con baricentro la Stazione, e, per raggiungere le loro scuole, percorrono proprio Corso Matteotti.

“Nessuna preoccupazione e disagi limitati ad un periodo di scuole chiuse”, annunciava pomposamente l’Assessore Rota lo scorso inizio di agosto, nel dare il via ai lavori. “Le opere saranno ultimate entro l’inizio dell’anno scolastico” (metà settembre). Poi, sempre a detta dello stesso Assessore, ci si è messo il tempo, particolarmente maligno con l’Amministrazione, ed infine quei “burocrati” di RFI. Risultato l’apertura di metà settembre è slittata a metà ottobre ed ora, forse, a metà novembre. Un ritardo di due mesi su lavori che erano previsti in un mese e mezzo.

Complimenti!! La città ed i cittadini che sopportano i disagi sentitamente ringraziano.

La nostra opinione è diversa: dopo i flop sull’edilizia scolastica, da noi prontamente denunciati, anche in questo intervento la capacità programmatoria (decisamente non un punto forte di Assessore ed Uffici) del Comune è venuta a galla evidenziando approssimazione e sottovalutazione delle problematiche.

Un’altra considerazione di conseguenza si impone: Perché spendere tutte queste risorse creando tanti disagi, per sostituire le “piote” di Corso Matteotti? Non era forse meglio dare priorità alla sistemazione delle centinaia di buche e sconnessioni che in tante parti della Città hanno trasformato le strade ed i marciapiedi di Lecco in autentici percorsi di guerra? Certo l’ordinaria manutenzione ha una visibilità mediatica inferiore, ma è certamente più utile agli interessi dei lecchesi.

Il Movimento 5 Stelle si attiverà nel richiedere ai cittadini lecchesi di realizzare ognuno un report fotografico delle strade e dei marciapiedi limitrofi alla propria abitazione da inviarci; ne realizzeremo un poster che provvederemo a regalare, al termine della sua attività amministrativa, all’Assessore Rota, ad imperitura memoria di come non si governa una Città.

“Edilizia Scolastica: quando la mancanza di progettualità e programmazione oltre a far perdere occasioni di finanziamento o contributi peggiora situazione già precarie”

Lo scorso 18 settembre, con una lettera indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale ed agli Assessori preposti, avevamo sollevato il problema dell’utilizzo, o meglio del mancato utilizzo, dei fondi dell’ 8 x 1000 di competenza statale destinati agli interventi di edilizia scolastica. Un’iniziativa che aveva colto impreparati sia l’Amministrazione che l’intero Consiglio, maggioranza e minoranze.

Il Movimento 5 Stelle non siede ancora sui banchi del Consiglio Comunale di Lecco, ma è sempre vigile a tentare di difendere gli interessi dei cittadini lecchesi. Siamo stati, purtroppo, buoni profeti alla luce di quanto avvenuto nei giorni successivi con gli eclatanti casi verificatisi alla Scuola Elementare Toti di Maggianico: prima la sigillatura delle finestre, poi l’allegamento con la conseguente evacuazione.
Tutto ciò, a nostro parere, non unicamente riconducibile “al caso” o ad imponderabili eventi naturali ma anche all’inerzia e all’incapacità programmatica di chi ci sta governando o ha governato.

Il Movimento 5 Stelle lecchese si è attivato perché si tratta della sicurezza dei nostri studenti e scolari e della vivibilità degli ambienti ove svolgono le loro attività quotidiane.
Ricordiamo, inoltre, che per avere una mappatura dei rischi dei nostri edifici scolastici è dovuto intervenire il Provveditorato. Comune e Provincia cosa hanno fatto? Perché queste negligenze?

Sottolineiamo, tra l’altro, che il mancato realizzo di progetti ad-hoc (requisito necessario per poter attingere ai fondi che il Governo, con il Decreto dello scorso 23 luglio, ha messo a disposizione, tramite le quote non specificatamente destinate con l’ 8 x 1000) impedisce al Comune di Lecco di richiedere ed ottenere questi contributi. Siamo da tempo abituati alle parole dei nostri Amministratori che lamentano la mancanza di fondi e i continui tagli; ci chiediamo, quindi: Perché perdere queste opportunità? Per negligenza? Per cattiva programmazione?
La mancanza di adeguata pianificazione si vede anche a seguito dei recenti fatti accaduti alla scuola Toti di Maggianico, dove si è visto che anche laddove si riesca a spendere correttamente le risorse disponibili, le inefficienze degli Uffici competenti ne possono pregiudicare il risultato finale, con buona pace dell’Assessore Rota che, interrogata sul caso, prontamente ha tentato di minimizzare l’accaduto.

Con l’intervista (domenica 12 ottobre) di alcuni Consiglieri comunali, in cui denunciavano anche loro la precarietà della situazione, finalmente abbiamo notato lo svegliarsi dal torpore delle minoranze, Lega ed NCD, non meno inerti e responsabili, però, di maggioranza ed Amministrazione… Meno male che l’hanno fatto; anche se ci si chiede perché, avendo la possibilità e il compito di vigilanza in Consiglio, abbiano fatto perdere, con la loro mancanza di iniziativa, opportunità importanti di reperimento di quei fondi necessari per sanare, almeno parzialmente, le numerose problematicità dei nostri stabili scolastici.

Temiamo che a causa di queste inerzie che perdurano, Lecco possa perdere anche l’opportunità derivante dal recente bando pubblicato dalla Regione Lombardia, che stanzia 32,5 Milioni di euro per il cofinanziamento (50%) di interventi di edilizia scolastica.
Questo bando, che abbiamo già evidenziato lo scorso 3 ottobre, sembra essere un oggetto misterioso tra le mura dell’Amministrazione lecchese; eppure la sua scadenza è il prossimo 23 novembre (anche in questa opportunità occorre allegare i progetti per i quali si richiede il finanziamento).

I problemi ed il degrado delle scuole lecchesi richiedono interventi immediati e risorse disponibili.
Rispondano assessori, maggioranza e minoranza del loro operato nel merito… Non a noi, ma ai cittadini lecchesi!

“La provincia e l’arroganz​a del potere”…

La scorsa domenica  anche a Lecco si è consumato il teatrino per l’elezione del “nuovo” presidente e del “nuovo” consiglio della Provincia di Lecco, secondo le modalità dello sciagurato decreto Del Rio.
Una elezione di 2° livello, che esclude dalla consultazione gli elettori e conferisce queste prerogative, che in una democrazia dovrebbe essere di ogni cittadino, ad una serie di eletti (Sindaci e Consiglieri Comunali), che da oggi chiameremo “élite”.

Osserviamo che altre forze politiche (leggasi Lega Nord), pur avevndo con noi condiviso la battaglia di contrasto a questa stortura, si sono immediatamente allineate: una poltrona in Consiglio (obbiettivo dichiarato dalla stessa Lega Nord) vale molto più della coerenza di una posizione!

Una riforma assurda in quanto mantiene per intero la struttura, i costi e le storture burocratiche delle vecchie Province: nessuna semplificazione, nessun vantaggio per i cittadini, solo un accentramento di potere sempre più nelle mani di pochi. Questi rappresentanti istituzionali (tra l’altro a suo tempo eletti senza che nel loro mandato vi fosse questa prerogative) si votano tra di loro, in una sorta  di cerchio magico che vede collegate maggioranza ed opposizioni.
Nel propagandare questa pessima riforma, il Presidente del Consiglio ed i partiti che l’hanno votata, hanno sostenuto che ci sarebbe stato un risparmio economico in quanto questi rappresentanti, così non democraticamente eletti, avrebbero prestato il loro servizio gratuitamente.
Una autentica bufala: nel leggere il testo di questa pseudo riforma, infatti, si ha la conferma che il diavolo si nasconde nei dettagli in quanto sono “fatti salvi i rimborsi spese”. Ebbene, riteniamo sia ancora ben impresso nella memoria degli italiani che proprio attraverso i rimborsi spese ed al loro incondizionato abuso (matrimoni, vasi di Nutella , mutande Verdi, eccetera eccetera) tutte le forze politiche hanno decine di inquisiti in ogni regione d’Italia. Invece di intervenire su questa stortura Il Governo cosa fa? Le duplica estendendolo a questo nuovo modello istituzionale.

Una autentica presa in giro e a Lecco si è riusciti a fare anche di peggio: dopo mesi di dibattiti e discussioni che hanno visto l’Amministrazione contrapporsi ai cittadini lecchesi con le ZTL e le ingiuste vessazioni e sanzioni, dopo che Piazza della Stazione è stata resa off-limits per qualsiasi comune mortale costringendo non solo i pendolari, ma anche soggetti deboli come bambini, anziani e portatori di handicap a raggiungere la stazione attraverso disagi e percorsi di guerra, come sono oggi i marciapiedi della Città, cosa si fa? Si sospende per un giorno lo ZTL in Piazza della Stazione per consentire ai “poveri” Sindaci e Consiglieri del territorio di raggiungere agevolmente Villa Locatelli ed a parcheggiare a pochi metri dal seggio elettorale. Del resto si poteva chiedere a questi personaggi, abituati a privilegi ed auto blu, il sacrificio di essere, per un giorno, cittadini normali?

 

Una vergogna che accomuna, senza distinzioni, maggioranza e minoranze.
Cambieranno le cose, cambieranno!!!

In attesa di Lecco 2015…

“Sul Servizio Idrico Integrato si faccia l’interesse dei cittadini non dei partiti”

Alla luce degli ultimi eventi e degli intensi dibattiti sull’affidamento e gestione del Servizio Idrico Integrato lecchese, gli attivisti del MoVimento 5 Stelle del territorio vogliono ribadire la propria posizione a tutela del Bene Comune “Acqua” e dell’esito referendario.

“Sosterremo sempre un percorso che porti alla creazione di un soggetto societario, auspicabilmente un’ Azienda Speciale consortile di diritto pubblico, che:

  • sia l’espressione del  territorio e quindi interamente e direttamente controllato dai Comuni;
  • sia provvisto dei requisiti essenziali previsti dalla legge, in particolare del controllo analogo;
  • abbia capacità finanziarie proprie con cui garantire la qualità del servizio, anche a lungo termine senza dipendere da soggetti terzi, in particolare soggetti privati;
  • sia capace di garantire la gestione del servizio la manutenzione ed il rinnovamento della rete dalla captazione alla depurazione, rimanendo al tempo stesso proprietario dell’infrastruttura;
  • non consideri l’acqua una semplice “commodity” su cui meramente guadagnare;
  • e soprattutto  lasci l’acqua fuori dal mercato e dalle sue logiche.

L’attuale assetto del Sistema Idrico Integrato lecchese è frutto di una miopia politica che ha origine anni or sono da leggi regionali rivelatesi non costituzionali, che hanno sottratto ai Comuni la gestione in proprio e impedito la corretta gestione del bene comune. A questo si è aggiunta l’ingerenza della politica, interessata alla spartizione delle cariche. Oggi noi cittadini paghiamo anche quelle scelte.

Era chiaro fin dall’inizio che l’assetto del servizio idrico, partorito seguendo logiche inadeguate e non supportate da adeguati piani industriali, non avrebbe retto nel lungo periodo: le odierne risultanze di bilancio, e le inevitabili conseguenze, parlano chiaro.

Manifestiamo quindi il nostro appoggio a tutti quanti, indipendentemente dagli schieramenti in campo, si adoperano per la costituzione di una realtà societaria come quella sopra descritta, auspicando che le azioni intraprese siano innanzitutto mosse dall’etica e dalla volontà di tutelare un bene prezioso e di tutti, qual’ è l’Acqua.

Invitiamo inoltre tutti gli Amministratori lecchesi ad iniziare a ragionare mettendo da parte ordini di scuderia e logiche di partito, al fine di trovare una soluzione che, oltre a gravare meno sulle casse pubbliche, rispetti l’esito referendario”.

MoVimento 5 Stelle

Lecco – Casatenovo  – Ballabio – Colico – Galbiate – Mandello – Merate

Associazione Lecchese Sostenitori MoVimento 5 Stelle