Chiusura di Corso Matteotti: errare è umano, perseverare è PD!

Dopo la grottesca vicenda del Ponte Vecchio con la sua chiusura, i suoi disagi, fino alla incomprensibile soluzione finale (ivi compresi quegli orribili parapetti, soluzione voluta fortemente solo dal Vice Sindaco Vittorio Campione e dall’Assessore Francesca Rota), l’Amministrazione cittadina sta confezionando un’altra “perla” con la vicenda del rifacimento stradale di Corso Matteotti.

Le “piote”, esistenti da decenni e tuttora in buono stato di salute, sono state rimosse e sostituite con l’asfaltatura. Un intervento discutibile, anche alla luce di altre più urgenti necessità, ma non condannabile di per sé.Il problema è che questo intervento andava ad incidere su una arteria stradale vitale nel collegamento tra il centro cittadino ed i quartieri alti della città. Una strada ancora più vitale alla luce della collocazione di buona parte delle Scuole Superiori lecchesi. Molti studenti, infatti, approdano in città dai comuni limitrofi, con baricentro la Stazione, e, per raggiungere le loro scuole, percorrono proprio Corso Matteotti.

“Nessuna preoccupazione e disagi limitati ad un periodo di scuole chiuse”, annunciava pomposamente l’Assessore Rota lo scorso inizio di agosto, nel dare il via ai lavori. “Le opere saranno ultimate entro l’inizio dell’anno scolastico” (metà settembre). Poi, sempre a detta dello stesso Assessore, ci si è messo il tempo, particolarmente maligno con l’Amministrazione, ed infine quei “burocrati” di RFI. Risultato l’apertura di metà settembre è slittata a metà ottobre ed ora, forse, a metà novembre. Un ritardo di due mesi su lavori che erano previsti in un mese e mezzo.

Complimenti!! La città ed i cittadini che sopportano i disagi sentitamente ringraziano.

La nostra opinione è diversa: dopo i flop sull’edilizia scolastica, da noi prontamente denunciati, anche in questo intervento la capacità programmatoria (decisamente non un punto forte di Assessore ed Uffici) del Comune è venuta a galla evidenziando approssimazione e sottovalutazione delle problematiche.

Un’altra considerazione di conseguenza si impone: Perché spendere tutte queste risorse creando tanti disagi, per sostituire le “piote” di Corso Matteotti? Non era forse meglio dare priorità alla sistemazione delle centinaia di buche e sconnessioni che in tante parti della Città hanno trasformato le strade ed i marciapiedi di Lecco in autentici percorsi di guerra? Certo l’ordinaria manutenzione ha una visibilità mediatica inferiore, ma è certamente più utile agli interessi dei lecchesi.

Il Movimento 5 Stelle si attiverà nel richiedere ai cittadini lecchesi di realizzare ognuno un report fotografico delle strade e dei marciapiedi limitrofi alla propria abitazione da inviarci; ne realizzeremo un poster che provvederemo a regalare, al termine della sua attività amministrativa, all’Assessore Rota, ad imperitura memoria di come non si governa una Città.

“Edilizia Scolastica: quando la mancanza di progettualità e programmazione oltre a far perdere occasioni di finanziamento o contributi peggiora situazione già precarie”

Lo scorso 18 settembre, con una lettera indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale ed agli Assessori preposti, avevamo sollevato il problema dell’utilizzo, o meglio del mancato utilizzo, dei fondi dell’ 8 x 1000 di competenza statale destinati agli interventi di edilizia scolastica. Un’iniziativa che aveva colto impreparati sia l’Amministrazione che l’intero Consiglio, maggioranza e minoranze.

Il Movimento 5 Stelle non siede ancora sui banchi del Consiglio Comunale di Lecco, ma è sempre vigile a tentare di difendere gli interessi dei cittadini lecchesi. Siamo stati, purtroppo, buoni profeti alla luce di quanto avvenuto nei giorni successivi con gli eclatanti casi verificatisi alla Scuola Elementare Toti di Maggianico: prima la sigillatura delle finestre, poi l’allegamento con la conseguente evacuazione.
Tutto ciò, a nostro parere, non unicamente riconducibile “al caso” o ad imponderabili eventi naturali ma anche all’inerzia e all’incapacità programmatica di chi ci sta governando o ha governato.

Il Movimento 5 Stelle lecchese si è attivato perché si tratta della sicurezza dei nostri studenti e scolari e della vivibilità degli ambienti ove svolgono le loro attività quotidiane.
Ricordiamo, inoltre, che per avere una mappatura dei rischi dei nostri edifici scolastici è dovuto intervenire il Provveditorato. Comune e Provincia cosa hanno fatto? Perché queste negligenze?

Sottolineiamo, tra l’altro, che il mancato realizzo di progetti ad-hoc (requisito necessario per poter attingere ai fondi che il Governo, con il Decreto dello scorso 23 luglio, ha messo a disposizione, tramite le quote non specificatamente destinate con l’ 8 x 1000) impedisce al Comune di Lecco di richiedere ed ottenere questi contributi. Siamo da tempo abituati alle parole dei nostri Amministratori che lamentano la mancanza di fondi e i continui tagli; ci chiediamo, quindi: Perché perdere queste opportunità? Per negligenza? Per cattiva programmazione?
La mancanza di adeguata pianificazione si vede anche a seguito dei recenti fatti accaduti alla scuola Toti di Maggianico, dove si è visto che anche laddove si riesca a spendere correttamente le risorse disponibili, le inefficienze degli Uffici competenti ne possono pregiudicare il risultato finale, con buona pace dell’Assessore Rota che, interrogata sul caso, prontamente ha tentato di minimizzare l’accaduto.

Con l’intervista (domenica 12 ottobre) di alcuni Consiglieri comunali, in cui denunciavano anche loro la precarietà della situazione, finalmente abbiamo notato lo svegliarsi dal torpore delle minoranze, Lega ed NCD, non meno inerti e responsabili, però, di maggioranza ed Amministrazione… Meno male che l’hanno fatto; anche se ci si chiede perché, avendo la possibilità e il compito di vigilanza in Consiglio, abbiano fatto perdere, con la loro mancanza di iniziativa, opportunità importanti di reperimento di quei fondi necessari per sanare, almeno parzialmente, le numerose problematicità dei nostri stabili scolastici.

Temiamo che a causa di queste inerzie che perdurano, Lecco possa perdere anche l’opportunità derivante dal recente bando pubblicato dalla Regione Lombardia, che stanzia 32,5 Milioni di euro per il cofinanziamento (50%) di interventi di edilizia scolastica.
Questo bando, che abbiamo già evidenziato lo scorso 3 ottobre, sembra essere un oggetto misterioso tra le mura dell’Amministrazione lecchese; eppure la sua scadenza è il prossimo 23 novembre (anche in questa opportunità occorre allegare i progetti per i quali si richiede il finanziamento).

I problemi ed il degrado delle scuole lecchesi richiedono interventi immediati e risorse disponibili.
Rispondano assessori, maggioranza e minoranza del loro operato nel merito… Non a noi, ma ai cittadini lecchesi!

“La provincia e l’arroganz​a del potere”…

La scorsa domenica  anche a Lecco si è consumato il teatrino per l’elezione del “nuovo” presidente e del “nuovo” consiglio della Provincia di Lecco, secondo le modalità dello sciagurato decreto Del Rio.
Una elezione di 2° livello, che esclude dalla consultazione gli elettori e conferisce queste prerogative, che in una democrazia dovrebbe essere di ogni cittadino, ad una serie di eletti (Sindaci e Consiglieri Comunali), che da oggi chiameremo “élite”.

Osserviamo che altre forze politiche (leggasi Lega Nord), pur avevndo con noi condiviso la battaglia di contrasto a questa stortura, si sono immediatamente allineate: una poltrona in Consiglio (obbiettivo dichiarato dalla stessa Lega Nord) vale molto più della coerenza di una posizione!

Una riforma assurda in quanto mantiene per intero la struttura, i costi e le storture burocratiche delle vecchie Province: nessuna semplificazione, nessun vantaggio per i cittadini, solo un accentramento di potere sempre più nelle mani di pochi. Questi rappresentanti istituzionali (tra l’altro a suo tempo eletti senza che nel loro mandato vi fosse questa prerogative) si votano tra di loro, in una sorta  di cerchio magico che vede collegate maggioranza ed opposizioni.
Nel propagandare questa pessima riforma, il Presidente del Consiglio ed i partiti che l’hanno votata, hanno sostenuto che ci sarebbe stato un risparmio economico in quanto questi rappresentanti, così non democraticamente eletti, avrebbero prestato il loro servizio gratuitamente.
Una autentica bufala: nel leggere il testo di questa pseudo riforma, infatti, si ha la conferma che il diavolo si nasconde nei dettagli in quanto sono “fatti salvi i rimborsi spese”. Ebbene, riteniamo sia ancora ben impresso nella memoria degli italiani che proprio attraverso i rimborsi spese ed al loro incondizionato abuso (matrimoni, vasi di Nutella , mutande Verdi, eccetera eccetera) tutte le forze politiche hanno decine di inquisiti in ogni regione d’Italia. Invece di intervenire su questa stortura Il Governo cosa fa? Le duplica estendendolo a questo nuovo modello istituzionale.

Una autentica presa in giro e a Lecco si è riusciti a fare anche di peggio: dopo mesi di dibattiti e discussioni che hanno visto l’Amministrazione contrapporsi ai cittadini lecchesi con le ZTL e le ingiuste vessazioni e sanzioni, dopo che Piazza della Stazione è stata resa off-limits per qualsiasi comune mortale costringendo non solo i pendolari, ma anche soggetti deboli come bambini, anziani e portatori di handicap a raggiungere la stazione attraverso disagi e percorsi di guerra, come sono oggi i marciapiedi della Città, cosa si fa? Si sospende per un giorno lo ZTL in Piazza della Stazione per consentire ai “poveri” Sindaci e Consiglieri del territorio di raggiungere agevolmente Villa Locatelli ed a parcheggiare a pochi metri dal seggio elettorale. Del resto si poteva chiedere a questi personaggi, abituati a privilegi ed auto blu, il sacrificio di essere, per un giorno, cittadini normali?

 

Una vergogna che accomuna, senza distinzioni, maggioranza e minoranze.
Cambieranno le cose, cambieranno!!!

In attesa di Lecco 2015…

“Sul Servizio Idrico Integrato si faccia l’interesse dei cittadini non dei partiti”

Alla luce degli ultimi eventi e degli intensi dibattiti sull’affidamento e gestione del Servizio Idrico Integrato lecchese, gli attivisti del MoVimento 5 Stelle del territorio vogliono ribadire la propria posizione a tutela del Bene Comune “Acqua” e dell’esito referendario.

“Sosterremo sempre un percorso che porti alla creazione di un soggetto societario, auspicabilmente un’ Azienda Speciale consortile di diritto pubblico, che:

  • sia l’espressione del  territorio e quindi interamente e direttamente controllato dai Comuni;
  • sia provvisto dei requisiti essenziali previsti dalla legge, in particolare del controllo analogo;
  • abbia capacità finanziarie proprie con cui garantire la qualità del servizio, anche a lungo termine senza dipendere da soggetti terzi, in particolare soggetti privati;
  • sia capace di garantire la gestione del servizio la manutenzione ed il rinnovamento della rete dalla captazione alla depurazione, rimanendo al tempo stesso proprietario dell’infrastruttura;
  • non consideri l’acqua una semplice “commodity” su cui meramente guadagnare;
  • e soprattutto  lasci l’acqua fuori dal mercato e dalle sue logiche.

L’attuale assetto del Sistema Idrico Integrato lecchese è frutto di una miopia politica che ha origine anni or sono da leggi regionali rivelatesi non costituzionali, che hanno sottratto ai Comuni la gestione in proprio e impedito la corretta gestione del bene comune. A questo si è aggiunta l’ingerenza della politica, interessata alla spartizione delle cariche. Oggi noi cittadini paghiamo anche quelle scelte.

Era chiaro fin dall’inizio che l’assetto del servizio idrico, partorito seguendo logiche inadeguate e non supportate da adeguati piani industriali, non avrebbe retto nel lungo periodo: le odierne risultanze di bilancio, e le inevitabili conseguenze, parlano chiaro.

Manifestiamo quindi il nostro appoggio a tutti quanti, indipendentemente dagli schieramenti in campo, si adoperano per la costituzione di una realtà societaria come quella sopra descritta, auspicando che le azioni intraprese siano innanzitutto mosse dall’etica e dalla volontà di tutelare un bene prezioso e di tutti, qual’ è l’Acqua.

Invitiamo inoltre tutti gli Amministratori lecchesi ad iniziare a ragionare mettendo da parte ordini di scuderia e logiche di partito, al fine di trovare una soluzione che, oltre a gravare meno sulle casse pubbliche, rispetti l’esito referendario”.

MoVimento 5 Stelle

Lecco – Casatenovo  – Ballabio – Colico – Galbiate – Mandello – Merate

“I fondi per l’edilizia scolastica non sono infiniti ed automatici, attiviamoci o valutiamo le alternative”

Non avendo ancora, in attesa di Lecco 2015, una propria rappresentanza tra i banchi del Consiglio Comunale di Lecco, il Movimento 5 Stelle ha assunto l’iniziativa di presidiare le sedute del Consiglio stesso e delle Commissioni, per verificare l’andamento e l’avanzamento dei lavori in questi ultimi mesi che ci separano dall’appuntamento elettorale.

Nell’ambito di queste attività registriamo che, nella seduta del Consiglio Comunale di Lecco dello scorso lunedì 29 settembre, l’Assessore al Bilancio ElisaElisa Corti Corti nella sua relazione, al punto relativo all’edilizia scolastica ed alle difficoltà dovute al reperimento di fondi ed al tema dell’utilizzo dei fondi del 8 x 1000 da noi sollevato con una lettera indirizzata all’Amministrazione, ha dichiarato che la mancata iscrizione del Comune di Lecco all’accesso a tali fondi fosse da imputare, oltre che al non aver predisposto progetti esecutivi, anche alla non reperibilità della modulistica necessaria.

Per quanto riguarda i progetti, poniamo l’accento sulla lodevole iniziativa del Provveditorato che, dopo i gravi fatti di Scuola Toti MaggianicoMaggianico e la conseguente sigillature delle finestre di tale scuola, in attesa che si reperiscano i mezzi finanziari necessari per provvedere alla loro sostituzione, ha iniziato una mappatura degli interventi più urgenti ed a rischio, sopperendo così all’inerzia delle Amministrazioni Comunale e Provinciale, che, pur essendo la normativa della possibilità di utilizzo di tali fondi stata approvata dal Governo Renzi in data 23 luglio, fino ad ora, malgrado le scadenze ravvicinate, nulla avevano fatto al riguardo.

A proposito della modulistica, il Movimento 5 Stelle sollecita affinché, seguendo l’esempio di molti Comuni anche del territorio, ci si colleghi al sito della Presidenza del Consiglio si scarichi il fac-simile di tale domanda ed la si adegui alla necessità. Per facilitare tale incombenza, alleghiamo alla presente quanto prodotto da altre Amministrazioni di Comuni del territorio lecchese e che consegneremo volentieri, all’Assessore Corti ed ai suoi collaboratori, alla prima occasione utile.
Sempre durante il dibattito all’interno del consiglio comunale, sottolineiamo, inoltre, come non vi sia stato né da parte dell’Assessore, della Giunta e dei gruppi di maggioranza né da parte degli esponenti dei gruppi di opposizione, alcun cenno al recente bando, pubblicato dalla Regione Lombardia che stanzia 32,5 Milioni di euro per il cofinanziamento (50%) di interventi di edilizia scolastica. Certo, tale bando è alternativo all’ 8 x 1000 ma, considerando il probabile fuori termine di quest’ultimo, per i ritardi accumulati, potrebbe rispondere a molte delle esigenze e necessità.
Poiché anche in questo caso i tempi sono ristretti (scadenza domande il prossimo 28 novembre ore 12) ed è necessario recuperare e redigere la relativa modulistica (allegata al bando) oltre che presentare i progetti, questo silenzio, nell’interesse della Città, ci preoccupa molto.

Sempre dalla parte dei Cittadini

8 x 1000 all’edilizia scolastica – Opportunità per le amministrazioni comunali

Il 18 settembre scorso, come gruppo di attivisti “Lecco 5 Stelle” abbiamo protocollato e depositato in Comune una richiesta formale con la quale chiediamo all’amministrazione cittadina di attivarsi affinché l’otto per mille venga destinato all’edilizia scolastica.

Non avendo trovato traccia di tale provvedimento in nessuna delibera di Giunta o del Consiglio Comunale, abbiamo ritenuto di attivarci per segnalare questa opportunità.

Nella nostra città sono presenti edifici scolastici di proprietà comunale che necessitano di interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico. Ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, il contribuente italiano può effettuare una scelta in merito alla destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF. A partire dal corrente anno, grazie ad un emendamento del Movimento 5 Stelle alla legge di stabilità 2014, che ha modificato la legge 222/1985 e che regolamenta l’8 per mille, lo Stato può destinare la propria quota – oltre che ad «interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali» – anche per «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica».

E’ bene che i cittadini lecchesi siano informati su come destinare il loro 8 per mille.

Come cittadini e attivisti del gruppo “Lecco 5 Stelle” abbiamo quindi chiesto al Sindaco di Lecco e alla sua Giunta di impegnarsi a presentare formale richiesta, entro e non oltre il 30 settembre 2014, per accedere ai fondi destinati dall’8 per mille all’edilizia scolastica. Speriamo che l’amministrazione lecchese, accolga la nostra proposta garantendo condizioni di sicurezza e vivibilità nei principali luoghi di crescita e formazione dei nostri ragazzi, oltre a sicuri risparmi sulla bolletta energetica.

Per ulteriori approfondimenti potete visitare il sito della Presidenza del Consiglio.

Verso Lecco 2015

L’appuntamento elettorale per le Amministrative del 2015 arriva in un momento storico difficile e determinante per la Città di Lecco.
Si sta vivendo un evidente declino e soprattutto la perdita di tutti i tratti caratterizzanti senza assumerne di nuovi. E’ una Città che sta spegnendosi quasi rassegnata ad un destino di grigiore e di anonimato. Le Amministrazioni che si sono succedute, in questi ultimi 20 anni, pur essendo di colori e collocazioni politiche diverse, si sono uniformate e contraddistinte per l’inadeguatezza e l’incapacità dei suoi rappresentanti. Del resto è sufficiente scorrere i nomi dei protagonisti per accorgersi che sono sempre gli stessi, che si scambiano ruoli e poltrone in finte alternative, ma perpetuando limiti ed errori.Nel piccolo come nel grande di ogni scelta politica ed amministrativa.
Da un PGT che, dopo anni di gestazione sotto diverse bandiere, si è limitato a dare una immagine fotografica dell’esistente senza spunti od indirizzi per la Lecco futura, alla gestione dei lavori pubblici incapace non solo di realizzare senza traumi e disagi qualsiasi opera, ma nemmeno di riparare strade e marciapiedi. Dalla penalizzazione delle categorie industriali e commerciali con la conseguente espulsione delle attività produttive e le loro ripetute difficoltà e chiusure in periodi difficili, alla inadeguatezza di una politica sociale di aggregazione giovanile e di sostegno agli anziani fino ai limiti delle strutture scolastiche. Una situazione critica alla quale il M5S lecchese non si rassegna e per la quale vuole porsi come unica, credibile alternativa al declino, grazie ad un profondo, autentico, rinnovamento della classe politica e dei suoi rappresentanti ed un’apertura al contributo propositivo di tutti i cittadini e della società civile.

Programma: metodo e contenuti
Per arrivare al risultato di questa inversione di rotta sul futuro della Città il M5S lecchese sta predisponendo un dettagliato ed efficace programma di lavoro per i prossimi 5 anni di Amministrazione. Un programma che darà risposte concrete alla Città e ai suoi cittadini e consentirà a Lecco di recuperare ruolo ed indirizzi che le competono.
Anche il metodo di realizzo e di condivisione di tale programma sarà del tutto innovativo rispetto alle consuete liturgie della politica e dei partiti. Il nostro programma non sarà una scatola chiusa, preconfezionata, frutto di interessi di pochi ed elaborata nelle stanza chiuse delle segreterie dei partiti; non sarà neppure un remake di proposte trite e ritrite il più delle volte irrealizzabili ed irrealizzate. Le tracce che verranno elaborate, infatti, saranno proposte, discusse ed integrate con incontri pubblici di approfondimento e di recepimento delle istanze dei cittadini. Saremo in mezzo ai lecchesi con strumenti aperti e condivisi, attraverso incontri pubblici tematici, banchetti informativi diffusi ed agorà nelle diverse parti della Città. Raccoglieremo istanze, osservazioni, suggerimenti dei cittadini che contribuiranno, così, direttamente alla scrittura del programma destinato al futuro ed al rilancio della comunità in cui viviamo tutti noi.

Road-map
Abbiamo predisposto un programma di lavoro che ci condurrà fino all’appuntamento elettorale del prossimo anno. Proprio perché vogliamo essere tra la gente, decidere con la gente e crescere grazie alla gente, l’impegno sarà importante. Ci confronteremo con tutti, perlomeno con tutti coloro che ce lo consentiranno. La società civile, innanzitutto, rappresentata dalle Associazioni di categoria e sindacali, ma anche dai numerosi Gruppi volontaristici e d’opinioni attivi nel sociale su temi specifici. Chiederemo un confronto con l’attuale Giunta perché, non avendo ancora una nostra rappresentanza in Consiglio Comunale, quale secondo movimento o partito politico del Paese, riteniamo doveroso capire quale sarà il percorso terminale di questa Amministrazione. A questo proposito è nostra intenzione presidiare tutte le attività pubbliche quali Commissioni e Consigli Comunali. Abbiamo già analizzato dettagliatamente i documenti basilari di ogni Amministrazione, e cioè PGT e Bilancio, per essere preparati ai compiti che ci attendono. Stiamo già lavorando duramente e concretamente in silenzio, per poter essere pronti e dimostrare che il M5S non è solo protesta, ma soprattutto proposta, non è improvvisazione, ma capacità, competenza e conoscenza.

Alleanze
Nella fase pre-elettorale saremo aperti al confronto con gli altri soggetti in campo siano essi partiti tradizionali o liste civiche. Lo stesso atteggiamento adotteremo nella successiva attività amministrativa. Tutte le scelte opportune e necessarie per il bene dei cittadini e la crescita della Città ci vedranno aperti a contributi propositivi ed a sostegni, ma il tutto in chiara posizione di autonomia. Faremo confronti, daremo contributi, ma non faremo alleanze.
Il “risiko” degli schieramenti non ci interessa e non ci vedrà partecipi, perché è estraneo alla natura del Movimento. Riteniamo che l’interpretazione e la definizione degli attuali schieramenti sia meramente fittizia, superata e non rispondente ai modelli sociali aggiornati. Parlare oggi di centro-destra e di centro-sinistra, quando non vi è distinzione tra questi schieramenti nell’azione politica, nell’etica e nella morale, e nel modello sociale proposto e sostenuto, sia solo un gioco di casacche e di bandierine.
Il Paese richiede e necessita di altro! Occorre un profondo cambiamento, un rinnovamento totale della classe politica che, invece, con diversi colori, tende a perpetuarsi, e Lecco ne è un esempio. Il M5S è oltre queste fittizie divisioni ed è l’unica forza che non solo dichiara, ma pratica, un profondo, necessario rinnovamento.

Liste e candidature
Liste, nomi e candidature saranno la sintesi del lavoro e del percorso che stiamo compiendo. Sarà una scelta naturale, frutto proprio del cammino comune. Il M5S lecchese non è una scatola chiusa, ma un gruppo dinamico aperto al contributo di tutti coloro che, condividendo le nostre posizioni, intenderanno mettersi in gioco.
Non distribuendo prebende e poltrone, autofinanziandoci in tutte le nostre attività ed iniziative, siamo liberi di scegliere e lo faremo con le più ampie modalità democratiche. Le nostre liste e candidature non si scrivono nelle segreterie dei partiti o con i desiderata dei capi-bastone, ma con uno spirito autentico di servizio. Non siamo neppure il circolo degli amici di “Tizio o di Caio”.
In questa logica rimangono fermi due punti essenziali e cioè l’incensurabilità dei candidati ed il limite dei due mandati. Questo termine, per chi voglia fare della politica un servizio e non un mestiere, riteniamo sia ampiamente adeguato e sufficiente.

Attivisti MoVimento 5 Stelle

Non bruciamoci il futuro – Il territorio lecchese ed il comune di Valmadrera non diventino un terminale nazionale dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento!

Esprimiamo il nostro rammarico e disappunto per la richiesta di Silea Spa di incrementare la quantità di rifiuti inceneribili dal forno di Valmadrera portando la sua capacità massima di utilizzo dalle 87.000 tonnellate annue alle 123.000 tonnellate annue, il tutto in spregio della volontà manifestata dal Consiglio Comunale di Valmadrera che nella seduta dello scorso 16 luglio aveva espresso parere contrario.
Non condividiamo assolutamente la scelta di Silea Spa (che a nostro giudizio non ha alcun fondamento concreto) dal momento che oggi la capacità del forno inceneritore è già ampiamente sovradimensionata rispetto alle esigenze del territorio lecchese e dei comuni soci di Silea Spa. Ricordiamo, come il territorio lecchese, con tendenza costante, abbia prodotto negli ultimi sette anni una frazione destinata all’incenerimento pari ad una valore compreso tra le 61.000 e le 52.000 tonnellate annue con una costante tendenza al ribasso (confermata anche dai dati 2013, vicina alle 52.000 tonnellate): Il Forno inceneritore di Valmadrera è già, quindi, ampiamente sovradimensionato.

Questa richiesta di Silea tende a nascondere gravi errori di programmazione strategica e di investimenti sbagliati: invece di intervenire per garantire sempre più e sempre meglio la sicurezza e la salute dei cittadini di Lecco, Valmadrera e dintorni, si è preferito rincorrere un sovradimensionamento eccessivo rispetto alle esigenze del territorio.

Dato lo scenario attuale si vorrebbero, alla luce della richiesta di Silea, importare oltre 50.000 tonnellate annue di rifiuti da bruciare da altre provincie o regioni, siano essi rifiuti urbani o i molto più pericolosi rifiuti industriali speciali e rifiuti speciali ospedalieri del cui smaltimento, al di là delle necessità territoriali, il forno di Valmadrera già si fa ampio carico.

Invece di ridurre tale tendenza, ora Silea chiede di ampliarla; il tutto con gravissimi danni e scarse tutele per la salute dei cittadini del territorio lecchese: E’ infatti ormai acclarato che gli inceneritori, in particolare quelli di ultima generazione producono elevatissime quantità di polveri ultra sottili e nano-particelle ad elevato potere cancerogeno, non intercettabili nemmeno dai più moderni filtri… Per coprire errori di pianificazione e programmazione societari e giustificare evidenti inutili investimenti si mette a rischio la vivibilità dei nostri territori.

A queste scelte noi diciamo basta! A queste scelte noi ci opponiamo e chiediamo che i vertici societari ne siano chiamati a rispondere. Non rimarremo impotenti osservatori della trasformazione del nostro territorio nella pattumiera regionale!

Ribadiamo, inoltre, che l’alternativa all’incenerimento, per noi, non è la discarica. La nostra idea non è quella di chiudere Silea Spa, ma chiediamo che l’Azienda, e le Amministrazioni Comunali che sono socie, si facciano promotrici del cambiamento verso una gestione virtuosa dei rifiuti in linea con le direttive europee e con la strategia Rifiuti Zero.

E’ necessario ripensare completamente il ciclo di gestione dei rifiuti, trasformando gli stessi in una risorsa dalle positive ricadute occupazionali. E’ necessario applicare un modello innovativo, basato sulla selezione e sul trattamento biomeccanico a freddo (TMB), che recuperi ulteriori materiali dal rifiuto urbano residuo, creando una sinergia virtuosa con l’azienda affidataria della raccolta ed incentivando le buone pratiche di riduzione del rifiuto prodotto. L’investimento verso il recupero dei materiali è economicamente meno rischioso e meno invasivo dal punto di vista ambientale oltre che vantaggioso per la salvaguardia (se non incremento) dei posti di lavoro, rispetto al ventilato “teleriscaldamento”, progetto inutile e costoso che legherebbe indissolubilmente il territorio lecchese alla necessità di importare da fuori provincia e fuori regione elevate quantità di rifiuti per poter garantire la piena funzionalità al forno.

Le stesse criticità riscontrare nel territorio lecchese emergono in tutta la nostra regione.

Se la volontà politica di chi governa la Lombardia è quella di trasformarla in un terminale nazionale dello smaltimento dei rifiuti tramite incenerimento, che lo si dica chiaramente ed eventualmente si lasci ai lombardi la facoltà di deciderlo mediante referendum.

Siamo ansiosi di conoscere gli allegati tecnici e gli studi di fattibilità che hanno portato a questa decisione che a nostro giudizio non ha alcuna aderenza con gli attuali livelli di rifiuti prodotti, stante anche l’ampio margine di miglioramento della raccolta differenziata e di conseguenza il minor quantitativo di rifiuti da avviare ad incenerimento.

A nostro avviso la richiesta di Silea Spa ed il preliminare parere favorevole della Conferenza dei Servizi contrastano con il contenuto della mozione del Consiglio Regionale della Lombardia, deliberata all’unanimità in data 03/12/13 ad oggetto “Risoluzione inerente al programma regionale dei rifiuti (PRGR)” che, per effetto della riduzione progressiva del rifiuto urbano dovuta all’incentivazione delle raccolte differenziate, ha approvato la disattivazione progressiva di alcuni impianti di termovalorizzazione e delle singole linee di incenerimento, rendendo difatti non più percorribile la realizzazione di nuove reti di teleriscaldamento.

Poniamo infine all’amministrazione di Silea Spa alcune semplici domande che non mancheremo di inoltrare anche a mezzo dei nostri consiglieri comunali e regionali:

  • Silea Spa dove intende reperire le altre 50.000 tonnellate di rifiuti necessarie a sfruttare la piena capacità industriale, dal momento che oggi il territorio lecchese ne produce poco più di 52.000 e oltre 20.000 vengono già importate da soggetti diversi dai comuni soci?  
  • Che tipologia di rifiuti intende incenerire e che provenienza hanno?

Ribadiamo: per noi la salute dei cittadini viene prima di qualsiasi efficientamento societario!

 

MoVimento 5 Stelle Lecco – Ballabio – Calolziocorte – Casatenovo – Galbiate – Mandello – Merate – Valmadrera

Raccolta rifiuti a Lecco – Tariffa puntuale

I dati pubblicati dall’osservatorio provinciale dei rifiuti sono totalmente insoddisfacenti per la città di Lecco e richiedono un profondo ripensamento della strategia di gestione del ciclo dei rifiuti.

Il M5S Lecco ritiene che la via da percorrere non siano le sanzioni, quanto piuttosto gli incentivi, anche economici, ai comportamenti virtuosi, partendo da come si struttura il servizio e la tariffa annessa.

Pochi giorni or sono abbiamo accolto con piacere la notizia che a Lecco la tassa sui rifiuti ci costerà un po’ meno. E’ sicuramente una notizia positiva, ma analizzando il capitolato si evince che nella sostanza si cela anche un sostanzioso taglio del servizio che a regime vedrebbe ridursi da tre a due i ritiri della frazione umida, con conseguente notevole disagio per gli utenti nel periodo estivo quando le elevate temperature accelerano il processo di decomposizione del rifiuto organico, oltre alla riduzione ad un solo passaggio (anziché due) del giro di raccolta del sacco indifferenziato (trasparente) e ad una riduzione di passaggi di pulizia manuale e svuotamento dei cestini nelle vie dei quartieri.

La direzione presa dalla giunta è quella sbagliata e sicuramente non incoraggerà i comportamenti virtuosi e le buone pratiche. Si è preferito optare per il taglio del servizio e per una modesta riduzione dei coefficienti tariffari, confermando la scelta del metodo “presuntivo” legato ai metri quadri ed al numero di abitanti, anziché passare al metodo “corrispettivo” mediante tariffazione puntuale basato sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti, premiando così i comportamenti virtuosi dei cittadini.

Il M5S Lecco vuole ribadire e sottolineare che non sono i metri quadri a produrre i rifiuti, bensì i comportamenti e le abitudini dei cittadini.

Nel gennaio di quest’anno abbiamo protocollato un’istanza presso il Comune di Lecco con la quale chiedevamo che si sperimentasse la tariffazione puntuale in alcuni rioni della città. Accogliamo oggi con piacere le parole dell’Assessore Provinciale Signorelli il quale giustamente sostiene che <<Bisognerebbe pensare alla “raccolta puntuale”, ovvero far pagare di più a chi meno differenzia e a chi produce più indifferenziato>>

La tariffazione puntuale è in vigore in numerosi comuni italiani ed in decine di comuni lombardi. Oltre un decennio di applicazione dimostra in maniera incontrovertibile che favorisce un incremento della percentuale di raccolta differenziata ed una contestuale diminuzione dei rifiuti complessivamente prodotti apportando benefici economici che si concretizzano in minori costi di gestione del servizio e quindi in una minore tassazione a carico dei cittadini. Senza contare i benefici in tema di salute ottenendo una riduzione dei rifiuti inceneriti.

Dove si applica la tariffazione puntuale abbiamo tariffe domestiche inferiori del 35-40% rispetto alla media nazionale e costi del servizio inferiori del 50% rispetto al dato nazionale e del 35% rispetto a quello nord italiano.
Esaminando le serie storiche degli ultimi dieci anni riguardanti l’evoluzione della media delle tariffe rifiuti in Italia registriamo aumenti complessivi del 56,92%, mentre dove si applica la tariffazione puntuale gli aumenti in 10 anni sono stati complessivamente del 8,51%, al di sotto anche della aumento dell’indice dei prezzi al consumo Istat che è stato del 22,47% (Fonte: dati ufficiali Contarina e Greenbook 2012, Fondazione Utilitatis e dati ufficiali Contarina 2011 e Ispra dati 2010)

Il sistema della tariffazione puntuale ha anche un vantaggio legato alla sua trasparenza, il cittadino infatti ha la sicurezza di pagare solo per il numero di conferimenti realmente effettuati o per i chilogrammi di rifiuti prodotti, vigilando sui processi di gestione del servizio.

Chiederemo udienza in Commissione congiunta ambiente e finanze in modo da poter illustrare agli assessori competenti ed ai consiglieri comunali le peculiarità della tariffazione puntuale, le sue modalità di applicazione oltre ai vantaggi economici per le tasche dei cittadini.

Abbattere la produzione di rifiuti ed al contempo aumentare la percentuale di raccolta differenziata mediante l’adozione di buone pratiche ed incentivi, sono obiettivi a portata di mano visti gli insoddisfacenti livelli di raccolta differenziata finora raggiunti, che vedono Lecco attestarsi ad un “misero” 54,9%, addirittura in decremento rispetto al già deludente anno precedente e ben lontano dai livelli minimi richiesti dalla legge, che vedevano nel 65% l’obiettivo minimo da raggiungere entro il 2012.

Infine non dimentichiamo che non differenziare equivale ad incenerire ed incenerire equivale ad inquinare.

Attivisti MoVimento 5 Stelle

QUANDO I PARTITI PORTANO L’ACQUA AL PROPRIO MULINO CHI RIMANE “NEL TORBIDO” SONO I CITTADINI

La questione dell’affidamento del Sistema Idrico Integrato dell’ATO della provincia di Lecco sta diventando oggetto di sterili scaramucce elettorali.

Al posto di un’analisi seria e approfondita della questione si diffondono affermazioni e articoli superficiali che, volutamente o per ignoranza, illustrano solo la punta dell’iceberg della tematica.

Ci preme ricordare che l’acqua pubblica non è una battaglia di questo o quel partito, ma una battaglia dei Cittadini.

Qui di seguito 5 domande e relative risposte:

1) Cosa vuol dire “acqua pubblica” e quale è la direzione indicata dal Referendum del 2011?

Il Referendum del 2011 è stato promosso e portato avanti dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua con un preciso obiettivo : “mettere l’acqua fuori dal mercato e togliere profitti sull’acqua” (http://www.acquabenecomune.org).

Il popolo italiano ha decretato che con l’acqua non si deve fare profitto in quanto bene essenziale per la vita e pertanto non mercificabile.

2) Quale è il modello societario più vicino e congruo all’esito referendario?

Secondo il parere dei tecnici A.N.E.A (http://www.associazioneanea.it/) l’Azienda Speciale è l’unico modello che possiede tutti i requisiti per far sì che la gestione del bene idrico si ponga al di fuori della logica del profitto.

L’Azienda Speciale ha infatti per sua natura come oggetto il SERVIZIO. Essa impronta la sua attività sui criteri di efficacia, efficienza ed economicità e ha l’obbligo del pareggio di bilancio, da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti. Gli eventuali utili vengono investiti per migliorare il servizio. L’Azienda Speciale garantisce inoltre il controllo analogo.

Una società di capitale (sia SRL, sia SPA) ha per sua natura come fine ultimo il profitto.

3) Idrolario o Idroservice?

L’affidamento del servizio idrico integrato a Idroservice Srl rispetta solo in parte l’esito referendario e non consente il controllo analogo. Questo perché Idroservice è controllata al 100% da Lario Reti Holding. Si tratta quindi di una società non di primo, ma di secondo livello, su cui i comuni non hanno controllo diretto. Al momento dell’affidamento era stato prefigurato lo scorporo di Idroservice da Lario Reti Holding entro il 31/12/2014, ma nulla si è ancora mosso in questa direzione.

Allo stato attuale delle cose, quindi, l’affidamento a Idroservice, SRL a oggi ancora priva dei requisiti essenziali, configura un uso “privatistico” del bene acqua, avendo una SRL lo scopo di lucro.

Idrolario, con alcuni piccoli aggiustamenti, tra cui la trasformazione in Azienda Speciale, è la società che meglio avrebbe garantito il rispetto dell’esito referendario.

4) Cosa ha comportato e comporterà l’aumento delle tariffe dell’acqua per gli utenti?

L’aumento delle tariffe è indipendente dalla scelta della società affidataria. Essa è una naturale conseguenza della cattiva gestione e di scelte scellerate compiute negli ultimi anni, tra cui enormi spese per consulenze rese necessarie dai vari passaggi societari. Tutto questo ha provocato un indebitamento che adesso dovrà essere inevitabilmente pagato dagli utenti. Le responsabilità di tali scelte sono politiche, dato che sono state definite dall’ autorità d’ambito e da tutti i Sindaci della Provincia.

5) Quale è la soluzione possibile?

Il Comitato Lecchese per l’Acqua Pubblica (http://acquabenecomunelecco.weebly.com/), che fa parte del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e che esula dalle logiche di partito, propone un modello semplice ed economico e sicuramente coraggioso. Si tratta della costituzione di un’Azienda Speciale Consortile, partecipata da tutti i comuni della provincia di Lecco (solo 65 comuni dei 90 della provincia sono azionisti di Lario Reti Holding, ndr), che incorpori i beni, gli impianti e la gestione del servizio “ex Idrolario”e l’organizzazione “ex Idroservice”.

Questa soluzione garantisce l’affidamento in house in quanto prevede la partecipazione solo dei comuni destinatari del servizio e la possibilità per gli stessi di esercitare il controllo analogo.

La creazione di un’Azienda Speciale consortile di diritto pubblico direttamente controllata dai comuni e dotata di tutti gli strumenti di partecipazione e controllo per i cittadini, permette una gestione realmente partecipata e trasparente dell’acqua, ponendola fuori dal mercato.

Per ulteriori approfondimenti: http://lecco5stelle.org/category/acqua/

Movimento 5 Stelle Merate e Brianza Lecchese