Edilizia Scolastica – I finanziamenti e le occasioni perdute…

Nei momenti in cui il controsoffitto dell’aula di educazione artistica della scuola media Tommaso Grossi crollava, rendendo ancora più evidente lo status di degrado e di pericolo in cui versano le scuole lecchesi, una nostra delegazione stava incontrando gli Assessori Rota e Bonacina per verificare come l’Amministrazione si stesse attivando per il reperimento dei fondi (la cui scarsezza è stata più volte pubblicamente ripetuta dai nostri Amministratori) necessari per la messa in sicurezza dei nostri edifici scolastici.
Una nostra battaglia iniziata da tempo.

Non ci soffermeremo sulla pur gravissima vicenda del crollo alla Tommaso Grossi, per la quale fiumi di parole e d’inchiostro sono stati spesi in queste ore, in particolare da alcuni redivivi rappresentanti della minoranza di centro-destra.
Non ci associamo a quel coro stridulo ed ipocrita gridato da chi, avendo governato per oltre un decennio la città, ha colpe incancellabili e gravi responsabilità sul degrado del patrimonio scolastico cittadino, al pari se non maggiori dell’attuale giunta.
A Lega, Forza Italia e sue derivazioni domandiamo: come mai negli anni di “vacche grasse”, quando i soldi c’erano ed i vincoli del Patto di Stabilità non esistevano (o erano ben più allentati), si sono dilapidati i soldi pubblici in inutili e costose acquisizioni di patrimonio edilizio poi inutilizzato (lasciato improduttivo a marcire) senza invece pianificare ed attuare un completo rinnovamento della vetusta edilizia scolastica lecchese?

Non ci soffermeremo sulle gravi responsabilità degli Assessori e degli Uffici competenti che dietro scuse diverse, Patto di Stabilità in primis, hanno ignorato la situazione tanto da sottovalutare segnalazione della presenza di infiltrazioni (proprio da quel controsoffitto), comunicata lo scorso gennaio dal Dirigente scolastico e finalizzata ad un intervento di verifica e messa in sicurezza da parte degli organi e tecnici comunali.
Una grave superficialità.

Ci concentriamo sul futuro informando i cittadini lecchesi che, dopo due incontri tenutisi rispettivamente il 14 ottobre con l’Assessore Corti ed il 28 ottobre con gli Assessori Rota e Bonacina, non ci si deve fare illusioni: con questa Amministrazione, al di là delle dichiarazioni di circostanza e di un attivismo fumoso figlio della sola emergenza e della risonanza mediatica della vicenda, nulla cambierà rispetto alle inerzie con cui si è fino ad ora affrontato un problema che dovrebbe essere prioritario per la sicurezza e la salute dei nostri ragazzi.

Lo scorso 18 settembre, con nostra lettera a Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio Comunale, avevamo richiesto interventi specifici per attivarsi nel reperimento delle risorse necessarie al risanamento, dell’edilizia scolastica cittadina, attraverso l’utilizzo dei fondi non destinati dell’ 8 per 1000 come da decreto governativo dello scorso 23 luglio.
Successivamente avevamo segnalato l’altra opportunità derivante da un bando regionale, finanziato con oltre30 milioni di euro, scadente il prossimo 23 novembre, che prevede l’erogazione, a carico della Regione, di un contributo pari al 50% della spesa che si andrà a sostenere per la ristrutturazione degli edifici scolastici.
Non essendo ancora rappresentati in Consiglio Comunale, lo scopo degli incontri con gli Assessori era proprio quello di capire come il Comune di Lecco si sarebbe attivato nel reperimento di tali possibili fondi e di sollecitarne l’iniziativa.

Le risposte, ancorché cortesi e gentili sono state disarmanti.
In sintesi l’Assessore Corti, nel più classico dei palleggi e dello scarico di responsabilità, ci ha rimandato alle sue colleghe, alle quali va la responsabilità di far redigere i progetti specifici degli interventi di ristrutturazione e recupero edilizio, documentazione ovviamente indispensabile da allegare alle domande.
L’assessore Rota, con l’Assessore Bonacina, ci ha sottolineato la sostanziale inutilità della redazione dei progetti, da parte degli Uffici, in quanto, per i fondi dello 8 per 1000, si attendevano i regolamenti attuativi e, con particolare riferimento al bando regionale, il Comune non avrebbe avuto la possibilità di erogare la sua parte di fondi, causa il Patto di Stabilità. In parole povere “non faremo nulla” visto che non sia mai che ci portiamo avanti.

Da parte nostra non possiamo accettare che per il rispetto del Patto di Stabilità venga messa a rischio la sicurezza e la salute dei nostri figli. Occorre avere il coraggio politico di andare oltre le regole e legacci assurdi.
Se non si vuole “sforare il patto” occorre andare a modificare la spesa destinandola ad opere necessarie e non ad iniziative inutili quali il bike-sharing o le tante spese “di rappresentanza” che soddisfano solo le voglie di qualche pur autorevole Amministratore.