“Silea dia ascolto alle istanze del territorio e del Coordinamento per la salute. Sono necessari controlli più approfonditi”

La notizia dell’istituzione di un coordinamento per la salute da parte dei cittadini di Civate con la partecipazione di associazioni ambientaliste è per noi motivo di grande soddisfazione, segno che le coscienze civiche tese alla salvaguardia della salute e dell’ambiente sono vive. Condividiamo totalmente le preoccupazioni espresse da cittadini e amministratori comunali sui rischi per la salute e l’ambiente.
La partecipazione diretta dei cittadini è la linfa vitale della democrazia e non può essere liquidata da superficiali affermazioni da parte di Silea Spa, che a voce del Dott. Colombo su La Provincia del 19/12/2014 dichiarava: “Esistono già gli organismi di partecipazione c’è inoltre un comitato tecnico: siamo un azienda e dobbiamo anche lavorare”. Affermazioni assai preoccupanti da parte di chi si occupa di gestire i beni comuni ed è per legge sottoposto al controllo di cittadini ed Amministratori Comunali, quasi che le loro legittime preoccupazioni siano d’intralcio.

Ci auguriamo che l’amministrazione di Civate vada oltre la mozione recentemente approvata e si faccia promotrice presso l’ARPA di maggiori ed approfondite analisi dei terreni comunali circostanti l’inceneritore e lungo il percorso dei fumi del camino al fine di verificare la presenza di diossine, metalli pesanti e polveri, utilizzando il metodo di indagine delle ricadute degli inquinanti chiamato “AERMOD”, indicato sia dall’EPA (Environmental Protection Agency americano) che dall’Università di Firenze come miglior il metodo per le analisi emissive legate ai forni inceneritori.
A tale analisi è doveroso abbinare un’indagine epidemiologica avvalendosi della collaborazione dell’ASL al fine di accertare gli effetti della presenza dell’inceneritore e del consistente traffico veicolare verso il forno sulla salute dei cittadini residenti nei comuni di Valmadrera, Civate, Suello, Galbiate e Malgrate, attraversati dai fumi dell’impianto e colpiti dall’incremento del passaggio di veicoli pesanti verso l’impianto Silea.

Non ci accontentiamo dei controlli sulle emissioni giornaliere, che possono essere anche “a norma di legge”, quello che ci preoccupa è l’effetto dell’accumulo nei terreni dei vari inquinanti, diossina e metalli pesanti compresi, nel corso di oltre tre decenni di attività continuativa del forno inceneritore.
Se dovesse risultare che l’inceneritore non ha avuto effetti sulla salute e sull’ambiente saremo i primi a riconoscerlo e ad esserne lieti, ma non esulerebbe i nostri amministratori dal trovare soluzioni meno costose alla gestione dei rifiuti, che come sosteniamo da anni, possono diventare un’opportunità anziché un problema da incenerire o sotterrare.

E’ nostra intenzione aprire un dibattito pubblico e nelle sedi istituzionali a riguardo del progetto di teleriscaldamento. Un investimento da 50 milioni di euro, in una tecnologia ormai superata e che ha dimostrato tutti i sui limiti, che legherà indissolubilmente il territorio all’importazione di rifiuti per alimentare il forno, vanificando di fatto le buone pratiche di riduzione dei rifiuti prodotti, di riuso e riciclo dei materiali.
Un territorio lecchese senza inceneritori e discariche è invece possibile, così come è possibile una gestione dei rifiuti meno onerosa dal punto di vita delle bollette e degli impatti su salute ed ambiente.

Nel corso della campagna elettorale per Lecco 2015 ci faremo promotori di un progetto e di una proposta innovativa che sottoporremo a cittadini ed amministratori, alla luce della preponderante partecipazione societaria del comune di Lecco in Silea Spa. Progetto che attueremo qualora i cittadini ci conferissero il mandato a governare la città.

MoVimento 5 Stelle Lecco – Ballabio e Valsassina – Bellano – Casatenovo – Calolziocorte – Colico – Galbiate – Mandello del Lario – Merate