Il futuro economicamente e ecologicamente sostenibile per la Provincia di Lecco: predisporre un piano per la dismissione progressiva dell’inceneritore di Valmadrera

Logo Rete_RZLAbbiamo appreso dalla stampa lecchese che Silea SpA presenterà a breve il progetto preliminare per la realizzazione del teleriscaldamento, un progetto del costo di 50 milioni di euro per un bacino di utenza di circa 20.000 abitanti dei tre Comuni interessati: Valmadrera, Malgrate e Civate. Per quanto riguarda Lecco non sono stati comunicati al momento dati precisi. La decisione finale tuttavia secondo l’articolo 42 del TUEL spetterebbe ai Comuni soci che dovrebbero essere chiamati ad esprimersi in merito nei rispettivi Consigli Comunali. Ricordiamo a tal proposito a Sindaci e cittadini che il costo complessivo del progetto sarà distribuito su tutti i 342.000 abitanti dei Comuni soci partecipati di Silea SpA.

Il teleriscaldamento alimentato da rifiuto urbano residuo, sistema che appariva più efficiente rispetto alle caldaie condominiali alla fine del secolo scorso, sistema non immune tuttavia da alcuni svantaggi come l’eccessiva dispersione di calore durante il tragitto tra la centrale e i luoghi da riscaldare e il costo più elevato per i consumatori rispetto al riscaldamento a metano, oggi fortunatamente è stato reso più sostenibile per l’ambiente, in quanto impiega per le centrali risorse rinnovabili: energia solare, idroelettrica, geotermica, marina ed eolica (sperimentazione di Amburgo fatta dalla E.ON).

Oltretutto il teleriscaldamento alimentato attraverso incenerimento di rifiuti contrasta apertamente con la D.c.r. 3 dicembre 2013 n. X/209 “Risoluzione inerente al programma regionale di gestione dei rifiuti (PRGR)”, che definisce, tra le altre cose, quanto “[…] sia necessario approntare misure specifiche per affrontare il previsto – e già in atto – forte calo della produzione regionale del rifiuto urbano residuo, attivando un programma progressivo di dismissione degli impianti di incenerimento. […]”; l’intento pertanto di Regione Lombardia è chiaramente quello di procedere ad un graduale “decommissioning selettivo”, ossia una progressiva dismissione degli impianti di incenerimento a più basa performance energetica e ambientale e la cui capacità risulti in esubero rispetto al fabbisogno di rifiuto urbano prodotto in Lombardia”.
La ratio quindi di tale risoluzione non è certo quella di promuovere un revamping degli inceneritori, ma al contrario portare, attraverso le strategie di riduzione graduale del Rifiuto Indifferenziato, alla dismissione
degli stessi.

Il progetto di teleriscaldamento proposto da Silea, alimentato attraverso inceneritore, non può che apparire dunque anche agli occhi dei meno esperti come l’ultimo disperato tentativo della società di giustificare sul territorio lecchese la presenza di un impianto d’incenerimento destinato alla chiusura e a volerne ostinatamente continuare il funzionamento unicamente al fine di ammortizzare gli ingenti investimenti richiesti. Tale scelta però costringerebbe i cittadini della Provincia di Lecco a produrre rifiuti in quantità adeguata al forno per i prossimi venti/trent’anni, anziché stimolarli a pratiche virtuose di contenimento e riduzione degli stessi.

Questa controtendenza negativa di produzione rifiuti della Provincia di Lecco, infatti, è purtroppo già avvertibile sul territorio ed è dimostrata dai dati dell’osservatorio della provincia di Lecco che indicano una media di rifiuto residuo nettamente superiore ai dati di altre Province lombarde, dove grazie a semplici accorgimenti organizzativi della strategia RZ, quali per esempio l’introduzione della tariffazione puntuale, sono stati raggiunti livelli virtuosi inferiori a 100 kg/ab* anno.

Attualmente gli abitanti della provincia di Lecco producono 52.453 tonnellate di Rifiuto urbano residuo, che viene avviato ad incenerimento, pari a 153 kg/ab* anno. I livelli di Raccolta Differenziata quindi sono a nostro avviso sicuramente di gran lunga migliorabili e anche la produzione di rifiuti indifferenziati prodotti potrebbe grazie all’introduzione della tariffazione puntuale facilmente scendere ulteriormente.
L’impianto Silea risulterebbe a questo punto evidentemente sovradimensionato con le sue 123.000 tonnellate annue di capacità industriale installata, carico termico di 93.000 tonnellate autorizzate.

lrz_logoCi piace citare a questo proposito l’esempio di un consorzio virtuoso in Italia che ha aderito alla strategia Rifiuti Zero: il consorzio Contarina, 50 Comuni della Provincia di Treviso, 554.000 abitanti.
Svolgendo efficacemente le proprie attività e i propri servizi, Contarina è da anni ai primi posti in Italia e in Europa nella raccolta differenziata, basti pensare che nel 2013 sono stati raggiunti risultati di eccellenza a livello europeo con una percentuale media di RD attestata all’85%, ma soprattutto riducendo la produzione di rifiuto secco procapite a soli 53 kg annui, con l’impegno di arrivare, in dieci anni, a 10 Kg abitante/anno.
Applicando i dati che il Consorzio Contarina si è prefissato di perseguire alla realtà lecchese otterremmo un risultato pari a 3.420 t/anno di rifiuti indifferenziato, che risulterebbe essere molto più in linea col modello di economia circolare dettato dalle direttive europee rispetto ai tonnellaggi attualmente prodotti, rendendo economicamente svantaggioso e praticamente inutile l’utilizzo di incenerimento e di teleriscaldamento alimentato da RUR.

Ricordiamo a questo proposito che la Commissione Europea Ambiente ha dichiarato recentemente di voler proporre per il 2015 obiettivi ancora più ambiziosi del 70% di recupero materia. La stessa Commissione ha anche proclamato più volte che il recupero di materia dal residuo è sempre preferibile al recupero di energia per i ben noti motivi di inquinamento ambientale e sanitario, ma soprattutto per motivi prettamente economici. Sappiamo tutti, infatti, che l’Europa sta affrontando una gravissima crisi di scarsità di materie prime. Bruciare risorse preziose quali le plastiche miste, dall’estrusione delle quali ormai la nostra industria manifatturiera è in grado di produrre manufatti di notevole pregio, (ES: scocche dei motorini della Piaggio) è un gesto non solo sconsiderato, ma addirittura antieconomico.

Alla luce di quanto sopra riportato, ci rendiamo disponibili ad aprire un tavolo di discussion congiunto, che coinvolga Silea SpA e tutti i Comuni soci per collaborare a perseguire insieme il risultato sopra esposto nell’interesse della comunità e dell’ambiente.

(Testo tratto dal Comunicato Stampa di Rete Rifiuti Zero Lombardia)