La Provincia sta per morire: mancano I fondi per I servizi essenziali, ma i convegni si fanno sempre!

villamonasteroIl 17, 18 e 19 settembre si è tenuto a Villa Monastero, a Varenna, un convegno dal titolo “La nuova disciplina dei contratti pubblici tra esigenze di semplificazione, rilancio dell’economia e contrasto alla corruzione”.
Hanno contribuito a finanziare l’evento fra gli altri: la Regione Lombardia, la Provincia e il Comune di Lecco, l’Unione delle Province Lombarde.
La direzione organizzativa è stata affidata al Segretario e Direttore Generale della Provincia di Lecco Amedeo Bianchi. Tra i partecipanti abbiamo visto: Giorgio Giovannini (Presidente del Consiglio di Stato), Raffaele Cantone (Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione), Giovanni Legnini (Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura), Giovanni Pitruzzella (Presidente Autorità garante della concorrenza e del mercato), Giancarlo Coraggio (Giudice della Corte Costituzionale), Bruno Tabacci (Presidente Commissione Bicamerale per la semplificazione), Bernardo Giorgio Mattarella (Professore ordinario di Diritto amministrativo Università di Siena), Marco Gay (Vice Presidente Confindustria e Presidente dei Giovani Imprenditori) e Sergio Rizzo (giornalista, responsabile redazione economica romana del Corriere della Sera).

Convegno-VarennaUna carrellata di ospiti e relatori da far invidia ad un convegno dello SDA Bocconi, con la differenza che magari, a Milano, la partecipazione non sarebbe costata “solo” 350 € a testa ma, soprattutto, non sarebbe stata a totale carico dei cittadini.

L’introito per l’ente organizzatore (La Provincia di Lecco) è stato irrisorio, rispetto ai costi che i cittadini lecchesi si sono accollati a loro insaputa. Decine di migliaia di euro per una superflua passerella di personaggi a cui in realtà è stata omaggiata la solita vacanzina a carico nostro. Perché vi domanderete? Perché i contributi da parte del Consiglio di Stato, entrate vincolate e contributi di altri enti (pubblici) vari, non sono forse soldi pubblici derivati dalle tasse che i cittadini pagano ogni anno?

Dalla Deliberazione N° 5 del 04-02-2015 del Consiglio Provinciale si evince che la bozza tecnico–contabile per la predisposizione del bilancio 2015 inviata dal Dirigente del Settore Bilancio all’Amministrazione Provinciale con comunicazione del 30.10.2014 prot. n. 54151 evidenzia:“… uno squilibrio di parte corrente di oltre – 12,9 milioni di Euro che, in previsione dell’approvazione del disegno di legge di stabilità 2015, nel 2015 sale a -20,2 milioni di Euro, nel 2016 a -27,7 milioni di Euro e nel 2017 a – 35,2 milioni di Euro”. Inoltre si conferma l’impossibilità per l’Ente di garantire il rispetto degli obiettivi del patto di stabilità per il 2015 e 2016 pur senza prevedere nuovi investimenti in scuole, strade, argini e rive fluviali od altre opere pubbliche, certamente più utili, per l’intero triennio 2015/2017.
Il quadro finanziario 2015 delineato conferma quanto era già stata inviato al Ministero dell’Interno con la due-diligence da cui si evidenziava uno squilibrio tendenziale 2015 di circa – 5,7 milioni di Euro, solo considerando le spese obbligatorie.
Ne consegue che con le risorse disponibili non è possibile per tutta l’annualità 2015 il finanziamento di tutti i servizi finora garantiti. Con l’ultima deliberazione del consiglio provinciale 48 del 03-08-2015, si è ribadita ulteriormente l’impossibilità di raggiungere gli equilibri finanziari e gli obiettivi del patto di stabilità.

In questa situazione fallimentare ove si negano e precludono, per mancanza di fondi, servizi essenziali per i cittadini, in un regime di spending review ove le Provincie sono chiamate alla eliminazione delle spese inutili e degli sprechi, spicca questa singolare iniziativa.

Ora chiediamo al Presidente Flavio Polano, al Consigliere Delegato al Bilancio, Giuseppe Scaccabarozzi, e all’intero Consiglio: viste le impossibilità della Provincia di far fronte ai bisogni dei suoi cittadini, di giustificarci l’utilità delle spese che sono state sostenute e che ricadono sulle nostre spalle, per il personale interno distolto dalle sue funzioni, gli hotel, le cene di gala, i trasporti, gli omaggi e le regalie ai partecipanti e quant’altro.
Probabilmente, per gli addetti ai lavori veramente interessati agli argomenti trattati, sarebbe bastato organizzare un corso digitale da seguire comodamente dalla propria scrivania e, soprattutto, organizzato dalle associazioni di Avvocati, Commercialisti o dalle Università e non certo da enti pubblici.

Con delibera del consiglio nr. 30 del 20/05/2015 sono stati preventivati oneri per circa  €80.300 soldi che potevano essere spesi, ad esempio ed a nostro parere, per il riscaldamento invernale delle nostre scuole per le quali si preannuncia un inverno molto “rigido” alla luce della mancanza dei fondi necessari a garantire il servizio; oltre alla questione irrisolta degli assistenti di sostegno mancanti, come i recenti fatti di cronaca ci evidenziano.

Quando si hanno pochi soldi occorre qualificare la spesa sui bisogni reali e non scialare per dare evidenza ad amici e compari. Quando riusciremo a vedere un’Amministrazione che si comporti con buonsenso?