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“Vigili del Fuoco vs Giostrai – penalizzata la Città”

 

Poco prima di Pasqua, la Città ed i cittadini lecchesi si sono ritrovati loro malgrado ad essere vittime di una diatriba determinatasi per il rifiuto, legittimo, dei Vigili del Fuoco all’utilizzo dell’area di propria proprietà del Bione per il tradizionale appuntamento pasquale con le giostre a Lecco.

bigIn una Città che già stava soffrendo per l’ennesima terrificante puntata della telenovela della chiusura del Ponte Vecchio, con code e disagi chilometrici, per un paio di giorni si è subita la protesta muscolare dei giostrai che, con blocchi e rallentamenti stradali, ha ulteriormente aggravato una situazione già inaccettabile.image
Così, mentre il Vice Sindaco Campione trovava, secondo le indiscrezioni trapelate, una smentita tecnica alle sue infondate e strumentali affermazioni relativamente alla precaria stabilità di un ponte dimostratosi in buona salute malgrado l’età, l’Amministrazione evidenziava tutte le proprie incertezze ed incapacità, facendosi sorprendere da un contenzioso largamente previsto.
Pensare che proroghe, deroghe, disponibilità altrui possano essere la soluzione, ripetibile a priori, a richieste e necessità, significa affidarsi allo “stellone” più che governare le problematiche. Trovarsi con un problema aperto in prossimità delle necessità, significa mancanza di capacità di programmazione, caratteristica della quale questa Giunta, anche nel recente passato, ha fatto un tratto distintivo del proprio operato.

20131204_111818La caserma dei Vigili del Fuoco va costruita a nuovo.
L’attuale sede è del tutto inadeguata alle necessità del Corpo e, la capacità di svolgere al meglio il proprio servizio malgrado i limiti dello stabile, è un titolo di merito per i Vigili del Fuoco e non può essere un alibi per frapporre ostacoli da parte dell’Amministrazione.
Per questo motivo, già da anni, è stata individuata l’area del Bione, considerata la più adeguata dagli stessi Vigili e dai tecnici incaricati allo studio, che è stata acquisita a questo scopo dal Ministero degli Interni.
Un’area, quindi, che già da anni non ha titolo per essere nella disponibilità dell’Amministrazione lecchese che, in passato, l’ha utilizzata solo per la benevolenza concessoria della reale proprietà.
Un’area che per la posizione, in prossimità degli accessi alla Città ed alla viabilità veloce, collocata lungo le vie d’acqua ed in prossimità con la piazzola per gli elicotteri, consentirebbe una tempestività ed una adeguatezza d’intervento, determinante prioritariamente per la sicurezza dei cittadini.
Ora, poi, il Ministero ha confermato l’esistenza dei fondi necessari al realizzo dell’opera. Ci si aspetterebbe, quindi, una rapida, definitiva soluzione con la costruzione della nuova caserma, adatta e funzionale al servizio, possibilmente integrandolo con il realizzo del pontile che consentirebbe interventi tempestivi anche lungo le vie d’acqua oggi penalizzati dall’aver sede presso la Canottieri costringendo le pattuglie dei Vigili del Fuoco, a dover attraversare la Città per intervenire. Invece, ripensamenti inaccettabili, incertezze ed incapacità, ostacoli burocratici e protagonismi diversi, rischiano di vanificare questa possibilità. Ancora una volta, per colpa dei propri Amministratori la Città rischia di perdere opportunità concrete.

E’ di queste ore la notizia, seppur ancora ufficiosa, che con ogni probabilità entro la fine del 2015, non sbloccandosi la situazione relativa alla nuova caserma, i Vigili del Fuoco migreranno a Monza.
Sicuramente gli Uffici, così che, chi ha necessità di certificati e progetti, dovrà mettere in conto costi e spostamenti aggiuntivi, ma anche la parte operativa sarà ridotta al rango di distaccamento. Due o tre mezzi in luogo degli attuali 15, alla faccia del mantenimento di un servizio essenziale.
vigili del fuoco caserma via mauri monza-2Del resto Monza ed i suoi Amministratori non hanno esitato ed hanno realizzato ed ultimato una caserma nuova di zecca, con adeguati spazi e funzionalità, pur avendola pensata molto più tardi di Lecco. I costi lecchesi, per una sistemazione inadeguata quale quella attuale, sono un facile bersaglio in tempo di “spending review”. Quando i cittadini di Lecco e del territorio subiranno questo ennesimo ridimensionamento di un servizio essenziale, quando, per le emergenze, dovranno attendere i mezzi da quaranta chilometri di distanza, sarà bene ricordarsi a quali Amministratori ed ai loro tentennamenti dire grazie.

Noi pensiamo che i Vigili del Fuoco debbano realizzare, il prima possibile, la loro nuova caserma, adeguatamente attrezzata, nell’area di loro proprietà, e già a loro destinata, al Bione.
Riteniamo, altressì, che quella caserma debba essere non solo realizzata secondo le più moderne caratteristiche strutturali e funzionali, ma anche dotata dei necessari pontili ed accessi per poter presidiare adeguatamente, nell’interesse della sicurezza dei cittadini, le vie d’acqua.

E gli spettacoli itineranti? Non è nostra intenzione penalizzare le tradizioni lecchesi e la gioiosità dei nostri bambini e ragazzi. Occorre, però una soluzione definitiva, stabile, adeguatamente attrezzata, garante della sicurezza e non penalizzante per la Città.
Nel nostro programma per Lecco 2015 non ci siamo sottratti nell’individuare una soluzione percorribile: Per tutti gli spettacoli itineranti, siano essi ludici, circensi o musicali, noi pensiamo vi sia congruo spazio, da attrezzare, all’interno dell’area su cui insiste l’ex cava di Via Valsugana (ATU 8 del PGT).
Tale area, infatti ha dimensioni idonee ed adeguate perché vi possano essere realizzati spazi sia per queste attività sia per il Parco Animali, altra nostra proposta programmatica, di cui oggi Lecco è mancante. L’abbinamento, oltretutto, nel segno della serenità, del divertimento e dell’amicizia, non solo recupererebbe un’area oggi dismessa, ma la riqualificherebbe nella gioiosità.

Lecco, piano cave: fantasie “escavatorie” di una provincia in via d’estinzione…

Il 19 marzo 2014 l’Assessore Regionale con delega all’ambiente Claudia Maria Terzi è stato in visita a Lecco per incontrare gli operatori del territorio dei settori ambiente, energia e sviluppo sostenibile.
Su quotidiani online e testate locali sono state pubblicate le dichiarazioni riguardo il Nuovo PianoCave da parte dell’Assessore Provinciale con delega all’ambiente Carlo Signorelli. Ci permettiamo di non essere d’accordo con le affermazioni dell’Assessore Signorelli, il quale afferma che « Questo Piano Cave ha visto condivisione unanime dei principi generali da cui è ispirato, principi che non prevedono nuove escavazioni.»

Non ci risulta però che siano sono state tenute in considerazione le numerosissime osservazioni di contrarietà al Nuovo Piano Cave Provinciale elaborate da cittadini, associazioni e comitati.
Ci pare quantomeno fuorviante affermare che non siano previste nuove escavazioni, quando i nuovi volumi concessi, benché ci siano ancora tantissimi volumi non utilizzati presenti nel vecchio piano, sono talmente elevati da implicare un ampliamento notevole dei siti attuali, che di fatto intaccheranno zone di montagna “vergine”, facendo diventare quella porzione del Monte Magnodeno un enorme cratere che incorporerà i due crateri esistenti.

Il fatto che l’Assessore Signorelli sostenga che «la Giunta provinciale ha ricevuto la chiara indicazione politica di difendere questo piano cave in Regione. Sarebbe una beffa se dopo il costruttivo e intenso lavoro fatto arrivasse una modifica sostanziale a quanto espresso dal territorio»  ci lascia alquanto perplessi e conferma quanto avviene a livello nazionale: le indicazione dei cittadini, dei comitati e delle associazioni NON vengono minimamente tenute in considerazione. E’ stata tenuta in considerazione SOLO la volontà delle aziende cavatrici e dei costruttori edili, che hanno “dettato” il piano cave, ritagliandolo solo ed esclusivamente sulle proprie esigenze di lucro e profitto. Questo piano NON E’ espressione del territorio, è espressione delle lobby cavatrici.

Signorelli definisce “beffa” un’eventuale, ma a nostro avviso necessaria, modifica sostanziale del piano, che se dipendesse da noi avverrebbe nel rispetto della volontà popolare e delle istanze del territorio. Desta preoccupazione la dichiarazione del Direttore Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di Regione Lombardia, Dario Sciunnach in quale afferma che : «Si tratta di un piano all’insegna della conservazione e della razionalizzazione, in linea con l’andamento generale del mercato e attento all’ambiente. È inoltre prevista la valorizzazione delle attività estrattive già in essere. Vista l’ampia condivisione che ha riscontrato in provincia non dovrebbero esserci particolari problemi; probabilmente si tratterà dell’ultimo piano cave approvato con la vecchia legge regionale».

Con un piano cave di tali sproporzionate dimensioni, non si conserva e razionalizza nulla, anzi, prosegue lo scempio delle montagne lecchesi, in spregio alla ricercata (a parole) vocazione turistica del territorio. Basta dare uno sguardo alle Cave Mandellesi sulla sponda occidentale del Lario o guardare dai Piani d’Erna lo scempio del Monte Magnodeno per rendersene conto.

In questo piano non si è posta adeguata attenzione ai ripristini ambientali dei vecchi siti, imponendo l’immediata rimozione dei manufatti abbandonati. Non si è fatta una adeguata verifica del rispetto degli impegni presi in precedenza dalle aziende cavatrici.
Non si è tenuto conto dell’andamento generale del mercato e delle sue tendenze, ma soprattutto degli abbondanti volumi residui del vecchio piano, pari a 5,3 milioni di metri cubi ancora da estrarre. Malgrado questo la Provincia concederà ulteriori 11,7 milioni di metri cubi da qui al 2033. Rileviamo medie annue di cavato che arrivano in alcune aree a sfiorare il 150% in più di quanto estratto negli ultimi tre anni.
Non si tiene conto dell’ambiente e del già precario equilibrio della porzione di montagna su cui insiste l’85% (!) del piano provinciale.

Il DG pare dimenticare che a ridosso di quella montagna ci sono case, scuole, asili, e l’Ospedale Alessandro Manzoni, ma in particolare che quei siti estrattivi passa il tunnel che collega Lecco alla Valsassina!
Si è deliberatamente scelto di ignorare che su tredici indicatori di valutazione delle ricadute sul territorio di escavazione le cave lecchesi registrano insufficienze in ben otto casi, registrando impatti “sensibili”, “rilevanti” e “molto rilevanti”.
Ci piacerebbe infine sapere qual è «l’andamento del mercato» di cui hanno tenuto conto nella redazione del piano, dal momento che è palese crollo dei consumi nazionali di cemento, che sono passati dai 46,8 milioni di metri cubi del 2006 ai 25,5 metri cubi del 2012, in sintonia con il tracollo degli investimenti in costruzioni (-25,5% dal 2007).

Siamo fermamente contrari a questo nuovo piano cave provinciale, la cui approvazione ad opera di Lega ed NCD avviene nel silenzio del PD Lecchese, il quale per mezzo dei suoi rappresentanti in Provincia e nel comune di Lecco non ha saputo produrre nei tempi utili valide osservazioni a difesa del territorio e dei cittadini. Il Comune di Lecco addirittura ha fatto pervenire le 4 comiche paginette di osservazioni, FUORI TEMPO MASSIMO, facendo una figura barbina!

I Lecchesi ringraziano Lega, NCD e PD per aver fatto gli interessi delle aziende cavatrici, che potranno continuare devastare il già duramente sfruttato monte Magnodeno. Altro che “difesa del territorio”, qui si continuano a difendere gli interessi di pochi a scapito di molti.

MoVimento 5 Stelle Lecchese

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Salviamo il paesaggio – Incontro con L. Martinelli e D. Finiguerra

Importante appuntamento a Lecco il prossimo Martedì 12 Novembre, ore 21, nella sala Cdz 2, Via Seminario, con Luca Martinelli, giornalista di Altraeconomia e autore di vari saggi, e con Domenico Finiguerra, ex sindaco del comune virtuoso Cassinetta di Lugagnano, nonché promotore della campagna “Stop al consumo di territorio” e del “Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio”.Evento QLL - Salviamo il paesaggio

L’evento è promosso e organizzato da Qui Lecco Libera.

Facciamo in fretta! – Convegno sul consumo di suolo in Lombardia

Importante convegno sul consumo di suolo in Lombardia, proposte per un governo sostenibile dei territori lombardi e il contenimento del consumo di suolo.

L’evento organizzato dal Gruppo Consigliare in Regione Lombardia del Movimento 5 Stelle.Evento M5S Lombardia - Facciamo in fretta

Appuntamento a Milano il 9 ottobre 2013 dalle 17.00 alle 20.00 presso la Sala Pirelli, Primo piano, ingresso da via Filzi 22.

La locandina dell’evento disponibile e scaricabile a questo link.

Opporsi allo scempio-cave del territorio si può

Nuovo piano cave provinciale: opporsi allo scempio del territorio ed evitare rischi per la salute umana? Si può!

Il Meetup Lecchese Sostenitori Movimento 5 Stelle esprime la sua soddisfazione per la presa di posizione da parte del Comune di Mandello del Lario, concretizzatasi nella delibera di giunta numero 70 del 5 giugno 2013 che esprime parere contrario al nuovo piano cave provinciale. Opporsi allo scempio del proprio territorio ed evitare rischi per la salute umana è dunque possibile. Nel nuovo piano cave, fortemente contrastato dal Movimento 5 Stelle e da numerose associazioni di cittadini, sono previsti incrementi fino al 150% del materiale da estrarre, con una valutazione dei rischi che non lascia adito a dubbi relativamente al grave impatto sulla salute della cittadinanza e sull’ambiente, a fronte di un beneficio irrisorio per le casse delle amministrazioni locali coinvolte.Cave mandellesi 04 - STOP

Le motivazioni di tale incremento della cavazione non sono chiare: seppur ottimisticamente si spera nella ripresa del mercato, i nuovi quantitativi autorizzati non sono giustificati né dall’attuale situazione né dalle prospettive future dell’edilizia e dell’industria locale e nazionale. Per sostenere tali scelte bisognerebbe essere sinceri con le popolazioni coinvolte. Il Movimento 5 Stelle, per sua conformazione, non accetta l’opacità laddove in gioco si trovino l’incolumità e la salute dei cittadini, nonché la tutela del territorio in cui vivono.

Il Movimento 5 Stelle chiede alla popolazione del territorio lecchese di prendere coscienza delle motivazioni che hanno portato il comune di Mandello Lario ad opporsi al nuovo piano cave provinciale, auspicando una sempre più nutrita partecipazione in opposizione a tale piano, al fine di scongiurare questo disastroso incremento degli scavi, dai gravi impatti sulla salute umana e sull’ambiente.