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“I fondi per l’edilizia scolastica non sono infiniti ed automatici, attiviamoci o valutiamo le alternative”

Non avendo ancora, in attesa di Lecco 2015, una propria rappresentanza tra i banchi del Consiglio Comunale di Lecco, il Movimento 5 Stelle ha assunto l’iniziativa di presidiare le sedute del Consiglio stesso e delle Commissioni, per verificare l’andamento e l’avanzamento dei lavori in questi ultimi mesi che ci separano dall’appuntamento elettorale.

Nell’ambito di queste attività registriamo che, nella seduta del Consiglio Comunale di Lecco dello scorso lunedì 29 settembre, l’Assessore al Bilancio ElisaElisa Corti Corti nella sua relazione, al punto relativo all’edilizia scolastica ed alle difficoltà dovute al reperimento di fondi ed al tema dell’utilizzo dei fondi del 8 x 1000 da noi sollevato con una lettera indirizzata all’Amministrazione, ha dichiarato che la mancata iscrizione del Comune di Lecco all’accesso a tali fondi fosse da imputare, oltre che al non aver predisposto progetti esecutivi, anche alla non reperibilità della modulistica necessaria.

Per quanto riguarda i progetti, poniamo l’accento sulla lodevole iniziativa del Provveditorato che, dopo i gravi fatti di Scuola Toti MaggianicoMaggianico e la conseguente sigillature delle finestre di tale scuola, in attesa che si reperiscano i mezzi finanziari necessari per provvedere alla loro sostituzione, ha iniziato una mappatura degli interventi più urgenti ed a rischio, sopperendo così all’inerzia delle Amministrazioni Comunale e Provinciale, che, pur essendo la normativa della possibilità di utilizzo di tali fondi stata approvata dal Governo Renzi in data 23 luglio, fino ad ora, malgrado le scadenze ravvicinate, nulla avevano fatto al riguardo.

A proposito della modulistica, il Movimento 5 Stelle sollecita affinché, seguendo l’esempio di molti Comuni anche del territorio, ci si colleghi al sito della Presidenza del Consiglio si scarichi il fac-simile di tale domanda ed la si adegui alla necessità. Per facilitare tale incombenza, alleghiamo alla presente quanto prodotto da altre Amministrazioni di Comuni del territorio lecchese e che consegneremo volentieri, all’Assessore Corti ed ai suoi collaboratori, alla prima occasione utile.
Sempre durante il dibattito all’interno del consiglio comunale, sottolineiamo, inoltre, come non vi sia stato né da parte dell’Assessore, della Giunta e dei gruppi di maggioranza né da parte degli esponenti dei gruppi di opposizione, alcun cenno al recente bando, pubblicato dalla Regione Lombardia che stanzia 32,5 Milioni di euro per il cofinanziamento (50%) di interventi di edilizia scolastica. Certo, tale bando è alternativo all’ 8 x 1000 ma, considerando il probabile fuori termine di quest’ultimo, per i ritardi accumulati, potrebbe rispondere a molte delle esigenze e necessità.
Poiché anche in questo caso i tempi sono ristretti (scadenza domande il prossimo 28 novembre ore 12) ed è necessario recuperare e redigere la relativa modulistica (allegata al bando) oltre che presentare i progetti, questo silenzio, nell’interesse della Città, ci preoccupa molto.

Sempre dalla parte dei Cittadini

8 x 1000 all’edilizia scolastica – Opportunità per le amministrazioni comunali

Il 18 settembre scorso, come gruppo di attivisti “Lecco 5 Stelle” abbiamo protocollato e depositato in Comune una richiesta formale con la quale chiediamo all’amministrazione cittadina di attivarsi affinché l’otto per mille venga destinato all’edilizia scolastica.

Non avendo trovato traccia di tale provvedimento in nessuna delibera di Giunta o del Consiglio Comunale, abbiamo ritenuto di attivarci per segnalare questa opportunità.

Nella nostra città sono presenti edifici scolastici di proprietà comunale che necessitano di interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico. Ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, il contribuente italiano può effettuare una scelta in merito alla destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF. A partire dal corrente anno, grazie ad un emendamento del Movimento 5 Stelle alla legge di stabilità 2014, che ha modificato la legge 222/1985 e che regolamenta l’8 per mille, lo Stato può destinare la propria quota – oltre che ad «interventi straordinari per la fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali» – anche per «ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica».

E’ bene che i cittadini lecchesi siano informati su come destinare il loro 8 per mille.

Come cittadini e attivisti del gruppo “Lecco 5 Stelle” abbiamo quindi chiesto al Sindaco di Lecco e alla sua Giunta di impegnarsi a presentare formale richiesta, entro e non oltre il 30 settembre 2014, per accedere ai fondi destinati dall’8 per mille all’edilizia scolastica. Speriamo che l’amministrazione lecchese, accolga la nostra proposta garantendo condizioni di sicurezza e vivibilità nei principali luoghi di crescita e formazione dei nostri ragazzi, oltre a sicuri risparmi sulla bolletta energetica.

Per ulteriori approfondimenti potete visitare il sito della Presidenza del Consiglio.

POLITICA E LEGALITA’ – RIFLESSIONI SULLA “LEGGE LAZZATI”: uno strumento per dire basta allo scambio di voto politico-mafioso.

       Venerdì 21 marzo alle ore 20.30, a Lecco presso la sala civica di via Seminario, si parlerà di mafia e di come esistano strumenti utili per combatterla.
Si parlerà di come il fenomeno mafioso è così capillarmente diffuso in tutta la nazione, in tutti i settori economici e per tutte le categorie sociali. Purtroppo la mafia trova e ha trovato un aiuto da apparati ed istituzioni dello Stato; un esempio di questo legame è rappresentato dal “voto di scambio”.
La mafia è un’organizzazione criminale molto potente ma lo Stato deve essere più forte ed è per tale motivo che deve adottare degli strumenti di controllo e contrasto efficaci ed efficienti.
Uno di questi è rappresentato dalla cosiddetta “Legge Lazzati” che però fu licenziata dal Parlamento dopo moltissimi anni dalla sua presentazione a causa di criticità ed ostacoli normativi che di fatto ne hanno impedito la sua applicazione.
Nel 2013 finalmente si è ricominciato a discuterne grazie all’azione dei deputati e senatori del Movimento 5 Stelle i quali hanno presentato il testo originario elaborato dal Dott. Romano De Grazia, giudice onorario della suprema corte di Cassazione, ripulendolo di quelle anomalie che ne impedivano l’attuazione.
La legge introduce il divieto di attività di propaganda elettorale per i sorvegliati speciali, in particolare per le persone indiziate di appartenenza alla criminalità organizzata. Queste oggi non possono votare ma possono raccogliere il voto degli altri attraverso la propaganda. Il ché è paradossale e consente l’inquinamento delle istituzioni elettive. Inoltre, l’acquisizione della prova della violazione della legge diventerebbe più agevole e immediata.
Anche in Lombardia e nel lecchese le inchieste degli ultimi anni su n’drangheta a mafia hanno portato alla luce il loro forte radicamento sul territorio. Lecco e la Lombardia non sono immuni da queste piaghe. E’ doveroso discuterne con cittadini ed amministratori affinché si mantenga alta la guardia contro l’instaurarsi di un sistema costituito da un connubio tra politica e associazione mafiosa. Un tema che bisogna affrontare se vogliamo una città o una regione diversa e migliore.
Per tale motivo, invitiamo la cittadinanza a partecipare, a riflettere e discutere.
Alla serata parteciperanno, oltre al giudice Dott. Romano De Grazia:
 Cristian ABBONDANZA
Presidente “CASA DELLA LEGALITA’ ” di Genova
 Avvocato Damiano VITERITTI
Esponente AIGA- Associazione Italiana Giovani Avvocati
 Francesco MOLINARI
Portavoce M5S al Senato

La raccolta dei rifiuti, il riciclaggio e l’inceneritore non devono essere gestiti dalla medesima società

Servizio di TeleUnica

Esprimiamo forti perplessità riguardo la decisione della giunta comunale di affidare direttamente a Silea Spa l’appalto per la raccolta dei rifiuti. Riteniamo che vi sia una profonda incompatibilità fra gestione della raccolta, gestione dello smaltimento mediante incenerimento e gestione del riciclo-recupero dei rifiuti.
La società che ha in appalto il servizio di raccolta, così come quella che gestisce il riciclo ed il recupero, ha come obiettivo una gestione ottimale che comporta anche processi di sensibilizzazione ed incentivazione alla riduzione dei rifiuti destinati all’ incenerimento, stimolando l’incremento della raccolta differenziata che genera eco-reddito. Ovviamente la medesima società non può essere anche proprietaria del forno inceneritore il cui fatturato è legato alla quantità di rifiuti conferiti e inceneriti. E’ una contraddizione di termini.
Ricordiamo che i ricavi dell’inceneritore sono gonfiati da politiche d’incentivo pubblico attraverso i Certificati Verdi, senza i quali il business dell’incenerimento non sarebbe sostenibile. Gli incentivi non dureranno in eterno ed è quindi necessario ripensare nell’immediato il modello di gestione dei rifiuti.
La nostra istanza, protocollata nel Comune di Lecco il 23 gennaio scorso, per l’introduzione di una tariffazione puntuale in ossequio al principio del “chi meno inquina meno paga”, vuole essere il primo passo per l’avvio di un ripensamento del ciclo dei rifiuti. Il soggetto incaricato di raccogliere i rifiuti urbani deve essere in grado di misurare “puntualmente” la quantità e la qualità di rifiuto prodotto, favorendo la minimizzazione di quanto inviato ad incenerimento, massimizzando la quantità di rifiuto differenziato e permettendo l’incremento dei ricavi derivanti dalla vendita della materia recuperata ai consorzi di filiera.
Siamo convinti che il servizio di raccolta debba essere slegato dal servizio di smaltimento e che questi debbano essere posti “in contrapposizione virtuosa”: tanto meglio lavora chi fa la raccolta, tanto meno lavora chi incenerisce.
La poco lungimirante pianificazione strategica del ciclo dei rifiuti, culminata pochi anni orsono con un costoso e inutile ampliamento della capacità d’incenerimento del forno di Valmadrera, è ormai evidente: impianto poco efficiente, come evidenziato anche dal recente rapporto di Legambiente, ed abbondantemente sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio, che per ragioni di bilancio già oggi deve importare da fuori provincia una fetta consistente di rifiuti da incenerire, in particolare quelli sanitari pericolosi (Classificati CER 18 – Pericolosi. Fonte: schede ARPA per ISPRA, 2010) .
Teniamo a precisare che l’alternativa all’incenerimento, per noi, non è la discarica. La nostra idea non è quella di chiudere Silea Spa, ma chiediamo che l’azienda e le amministrazioni comunali si facciano promotrici del cambiamento verso una gestione virtuosa dei rifiuti in linea con le direttive europee e con la strategia Rifiuti Zero.
Chiediamo pertanto di ripensare completamente il ciclo di gestione dei rifiuti, trasformando gli stessi una risorsa dalle positive ricadute occupazionali. E’ necessario applicare un modello innovativo, basato sulla selezione e sul trattamento biomeccanico a freddo, che recuperi ulteriori materiali dal rifiuto urbano residuo, creando una sinergia virtuosa con l’azienda affidataria della raccolta ed incentivando le buone pratiche di riduzione del rifiuto prodotto.
L’investimento verso il recupero dei materiali è economicamente meno rischioso e meno invasivo dal punto di vista ambientale oltre che vantaggioso per la salvaguardia (se non incremento) dei posti di lavoro, rispetto al ventilato “Tele-riscaldamento”, progetto inutile e costoso che legherebbe indissolubilmente il territorio lecchese alla necessità di importare da fuori provincia e fuori regione elevate quantità di rifiuti per poter garantire la piena funzionalità al forno.
Se gli amministratori locali intendono assumersi la responsabilità politica di fare del territorio lecchese un centro di smaltimento dei rifiuti provenienti da altre parti d’Italia lo dicano apertamente. Il Movimento 5 Stelle si opporrà a tale decisione.
E’ tempo che nel territorio Lecchese il “ciclo dei rifiuti” venga ridisegnato, seguendo gli esempi virtuosi dei consorzi del Veneto (Contarina Spa ) o Toscana (Capannori) , che hanno superato il modello basato sull’inceneritore sposando la strategia “Rifiuti Zero”.
Auspichiamo infine che qualunque sia il soggetto affidatario del servizio di raccolta dei rifiuti, possa implementare quanto da noi richiesto: la tariffazione puntuale, al fine di incentivare i comportamenti virtuosi volti a ridurre la quantità di rifiuto prodotto ed aumentare qualità e quantità della raccolta differenziata, da troppi anni ferma a livelli inaccettabili.
Raccolta “differenziata spinta” con separazione alla fonte dei materiali, tariffazione puntuale, incentivi economici ai cittadini che producono meno rifiuto indifferenziato: questi sono i primi passi verso Rifiuti Zero.
Ci dichiariamo disponibili a incontrare i vertici di Silea e gli amministratori comunali al fine di discutere e pianificare un nuovo modello di gestione che veda nel rifiuto una risorsa da sfruttare e non incenerire.
Meetup Lecchese Sostenitori Movimento 5 Stelle