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Un’altra visione di città…

E’ da mesi che la città è in fibrillazione per le ventilate politiche di “razionalizzazione” dei plessi scolastici, volute da questa Amministrazione, con l’Assessore all’Istruzione Rizzolino in prima linea contro tutti.

Non sorprende più di tanto lo zelo dell’Amministrazione nell’applicare le direttive del Governo, a loro volta emanazione dei diktat della “burocrazia europea”: tagli ai servizi essenziali per la cittadinanza travestiti da “razionalizzazione e ridimensionamento”.

E’ imbarazzante il teatrino a cui assistiamo seguendo le dichiarazioni dell’Assessore Rizzolino, nei contesti istituzionali, e le controdichiarazioni, all’esterno, del Capogruppo PD Citterio impegnato nel negare un disegno politico già ben definito, poiché non si ha il coraggio di palesarlo apertamente ai cittadini.

E’ evidente lo scollamento tra il pensiero di questa Amministrazione e quello della maggioranza dei cittadini finora incontrati, i quali vedono minacciata la peculiarità del loro rione che, invece, è un punto di forza da tutelare e salvaguardare, in quanto collante del tessuto sociale di una comunità e fondamento stesso delle sue tradizioni.

Parlare di “superamento della frammentarietà dei plessi scolastici”, come fa l’Assessore, significa stravolgere il delicato equilibrio dei nostri rioni e le loro caratteristiche, tagliando le radici di questa città e dei suoi abitanti.

Questo per noi non è accettabile!

I contenuti della proposta presentata nell’ultima Commissione contraddicono numerosi passaggi dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale del 13 aprile scorso.

Un piano per “recuperare al possesso dell’ente gli spazi scolastici di sua proprietà, attualmente utilizzati dall’amministrazione provinciale per la secondaria di secondo grado”, come indicato nel documento presentato in Commissione dall’Assessore, a cosa serve?

Dal momento che si tratta di plessi e spazi di grandi dimensioni, non vorremmo che l’obiettivo fosse di farne degli agglomerati, da decine di sezioni della scuola primaria, concentrando in 2 o 3 strutture ciò che oggi si articola capillarmente innestandosi nel tessuto sociale e cittadino. Se l’obiettivo è questo, come noi siamo convinti, siamo assolutamente contrari.

E’ bene che l’Amministrazione lo dichiari apertamente in tempi brevissimi e non ad ottobre come invece sta cercando di fare procrastinando una decisione politica che nella sua testa ha ben definita, per mettere poi di fronte ad un fatto compiuto tutti i genitori.

Noi crediamo invece in un modello orizzontale e diffuso che salvaguardi i piccoli plessi, garantendogli indipendenza ed efficienza dal punto di vista energetico, che punti sulle peculiarità del rione e del contesto ambientale in cui è inserito. Questa dovrebbe essere la missione primaria dell’Amministrazione.

Siamo convinti che si possa scongiurare l’ipotesi di chiusura di alcuni plessi attraverso un patto con la cittadinanza che veda nella scuola e nei suoi spazi uno strumento per aiutare i rioni superare anche i limiti di scelte urbanistiche scellerate e per cooperare nella soluzione di un problema comune inventando e costruendo una soluzione collettiva che veda in prima linea i cittadini stessi con la riscoperta del senso di Comunità.

“Vigili del Fuoco vs Giostrai – penalizzata la Città”

 

Poco prima di Pasqua, la Città ed i cittadini lecchesi si sono ritrovati loro malgrado ad essere vittime di una diatriba determinatasi per il rifiuto, legittimo, dei Vigili del Fuoco all’utilizzo dell’area di propria proprietà del Bione per il tradizionale appuntamento pasquale con le giostre a Lecco.

bigIn una Città che già stava soffrendo per l’ennesima terrificante puntata della telenovela della chiusura del Ponte Vecchio, con code e disagi chilometrici, per un paio di giorni si è subita la protesta muscolare dei giostrai che, con blocchi e rallentamenti stradali, ha ulteriormente aggravato una situazione già inaccettabile.image
Così, mentre il Vice Sindaco Campione trovava, secondo le indiscrezioni trapelate, una smentita tecnica alle sue infondate e strumentali affermazioni relativamente alla precaria stabilità di un ponte dimostratosi in buona salute malgrado l’età, l’Amministrazione evidenziava tutte le proprie incertezze ed incapacità, facendosi sorprendere da un contenzioso largamente previsto.
Pensare che proroghe, deroghe, disponibilità altrui possano essere la soluzione, ripetibile a priori, a richieste e necessità, significa affidarsi allo “stellone” più che governare le problematiche. Trovarsi con un problema aperto in prossimità delle necessità, significa mancanza di capacità di programmazione, caratteristica della quale questa Giunta, anche nel recente passato, ha fatto un tratto distintivo del proprio operato.

20131204_111818La caserma dei Vigili del Fuoco va costruita a nuovo.
L’attuale sede è del tutto inadeguata alle necessità del Corpo e, la capacità di svolgere al meglio il proprio servizio malgrado i limiti dello stabile, è un titolo di merito per i Vigili del Fuoco e non può essere un alibi per frapporre ostacoli da parte dell’Amministrazione.
Per questo motivo, già da anni, è stata individuata l’area del Bione, considerata la più adeguata dagli stessi Vigili e dai tecnici incaricati allo studio, che è stata acquisita a questo scopo dal Ministero degli Interni.
Un’area, quindi, che già da anni non ha titolo per essere nella disponibilità dell’Amministrazione lecchese che, in passato, l’ha utilizzata solo per la benevolenza concessoria della reale proprietà.
Un’area che per la posizione, in prossimità degli accessi alla Città ed alla viabilità veloce, collocata lungo le vie d’acqua ed in prossimità con la piazzola per gli elicotteri, consentirebbe una tempestività ed una adeguatezza d’intervento, determinante prioritariamente per la sicurezza dei cittadini.
Ora, poi, il Ministero ha confermato l’esistenza dei fondi necessari al realizzo dell’opera. Ci si aspetterebbe, quindi, una rapida, definitiva soluzione con la costruzione della nuova caserma, adatta e funzionale al servizio, possibilmente integrandolo con il realizzo del pontile che consentirebbe interventi tempestivi anche lungo le vie d’acqua oggi penalizzati dall’aver sede presso la Canottieri costringendo le pattuglie dei Vigili del Fuoco, a dover attraversare la Città per intervenire. Invece, ripensamenti inaccettabili, incertezze ed incapacità, ostacoli burocratici e protagonismi diversi, rischiano di vanificare questa possibilità. Ancora una volta, per colpa dei propri Amministratori la Città rischia di perdere opportunità concrete.

E’ di queste ore la notizia, seppur ancora ufficiosa, che con ogni probabilità entro la fine del 2015, non sbloccandosi la situazione relativa alla nuova caserma, i Vigili del Fuoco migreranno a Monza.
Sicuramente gli Uffici, così che, chi ha necessità di certificati e progetti, dovrà mettere in conto costi e spostamenti aggiuntivi, ma anche la parte operativa sarà ridotta al rango di distaccamento. Due o tre mezzi in luogo degli attuali 15, alla faccia del mantenimento di un servizio essenziale.
vigili del fuoco caserma via mauri monza-2Del resto Monza ed i suoi Amministratori non hanno esitato ed hanno realizzato ed ultimato una caserma nuova di zecca, con adeguati spazi e funzionalità, pur avendola pensata molto più tardi di Lecco. I costi lecchesi, per una sistemazione inadeguata quale quella attuale, sono un facile bersaglio in tempo di “spending review”. Quando i cittadini di Lecco e del territorio subiranno questo ennesimo ridimensionamento di un servizio essenziale, quando, per le emergenze, dovranno attendere i mezzi da quaranta chilometri di distanza, sarà bene ricordarsi a quali Amministratori ed ai loro tentennamenti dire grazie.

Noi pensiamo che i Vigili del Fuoco debbano realizzare, il prima possibile, la loro nuova caserma, adeguatamente attrezzata, nell’area di loro proprietà, e già a loro destinata, al Bione.
Riteniamo, altressì, che quella caserma debba essere non solo realizzata secondo le più moderne caratteristiche strutturali e funzionali, ma anche dotata dei necessari pontili ed accessi per poter presidiare adeguatamente, nell’interesse della sicurezza dei cittadini, le vie d’acqua.

E gli spettacoli itineranti? Non è nostra intenzione penalizzare le tradizioni lecchesi e la gioiosità dei nostri bambini e ragazzi. Occorre, però una soluzione definitiva, stabile, adeguatamente attrezzata, garante della sicurezza e non penalizzante per la Città.
Nel nostro programma per Lecco 2015 non ci siamo sottratti nell’individuare una soluzione percorribile: Per tutti gli spettacoli itineranti, siano essi ludici, circensi o musicali, noi pensiamo vi sia congruo spazio, da attrezzare, all’interno dell’area su cui insiste l’ex cava di Via Valsugana (ATU 8 del PGT).
Tale area, infatti ha dimensioni idonee ed adeguate perché vi possano essere realizzati spazi sia per queste attività sia per il Parco Animali, altra nostra proposta programmatica, di cui oggi Lecco è mancante. L’abbinamento, oltretutto, nel segno della serenità, del divertimento e dell’amicizia, non solo recupererebbe un’area oggi dismessa, ma la riqualificherebbe nella gioiosità.

Saldi di fine mandato – precisazioni e repliche

Il nostro Comunicato Stampa dello scorso 15 febbraio, con il quale denunciavamo il tentativo, dell’amministrazione lecchese uscente, di vincolare per 5 anni la nuova Amministrazione su un tema fondamentale come la gestione dei parcheggi, ha risvegliato l’interesse di alcuni rappresentanti della politica lecchese che si sono sentiti in dovere di replicare a sproposito, dimenticando di leggersi e ripassarsi bilanci e normativa.

Ricordiamo all’Assessore Rota che la normativa non obbliga il Comune ad indire gara pubblica per la gestione dei servizi pubblici, quali i parcheggi, ma lo invita a scegliere tra l’affidamento tramite gara pubblica e l’affidamento diretto in “house providing”, senza gara, a società a totale partecipazione pubblica, come Linee Lecco S.p.a.
Questa seconda opzione è la nostra scelta, unica, capace di garantire il mantenimento di un servizio essenziale quale il trasporto locale, in mano pubblica.
I requisiti fissati dalla giurisprudenza comunitaria, per tale tipologia di affidamento, sono: controllo, dell’Amministrazione Comunale sul gestore, analogo a quello svolto sui propri organi, svolgimento dell’attività in via prevalente per l’Amministrazione o le Amministrazioni socie, capitale societario totalmente pubblico. Questo non lo dice il Movimento 5 Stelle, lo dice la legge.
A questo proposito si richiama la sentenza storica “Parking Brixen” del 2005, ove il Comune di Bressanone, chiamato in causa da un privato, per l’affidamento “in house” della gestione del parcheggio urbano alla locale Azienda Servizi Municipalizzati (ASM), si è visto dare piena e totale ragione. Sentenza che fa giurisprudenza.

Ci piacerebbe poi sapere dall’Assessore Campione da dove derivino i dati da Lui citati nella sua risposta alla nostra proposta: evidentemente non conosce il bilancio di Linee Lecco Spa.
Ci spieghi l’Assessore in base a quale alchimia economico-finanziaria per far fronte ai minori ricavi (€997.779, valore economico derivante dalla vedita di biglietti ed abbonamenti, indicato a pag. 36 del bilancio 2013 di Linee Lecco), “Servirebbero 3 o 4 milioni di euro e significherebbe alzare le tasse”, come da Lui affermato. Pura disinformazione pre-elettorale!
Da cittadini lecchesi siamo molto preoccupati di tale approssimazione e non conoscenza dei dati fondamentali delle aziende municipali da parte di chi ha amministrato, in un ruolo apicale, questa Città e che vorrebbe candidarsi per un altro quinquennio.
Non una nostra “boutade elettorale”, come definita dallo stesso, ma una sua macroscopica non conoscenza delle cifre in questione.

Inoltre, respingiamo al mittente l’accusa di affermazioni fatte “per mancanza di responsabilità da chi sa che non dovrà governare”: noi ci candidiamo a governare questa Città proprio per evitare che resti in mano a chi ha dimostrato di non saperlo fare e per questo ci rimettiamo al voto degli elettori, l‘unico che conti.
Sempre che il Vice Sindaco, con la sua affermazione, non intendesse sottintendere di conoscere già gli esiti del voto prima che lo stesso sia stato espresso.

Stesso dicasi per il Consigliere Comunale Pasquini, il quale afferma che “Per dare i bus gratis si dovrebbe triplicare il costo della sosta”, dimostrando anch’egli di non conoscere il bilancio e la composizione del Conto Economico di Linee Lecco Spa. Ci spieghi il Consigliere Pasquini come minori ricavi per €997.779 debbano essere compensati da una triplicazione della tariffa dei parcheggi, quando a bilancio 2013, il più recente disponibile, la tariffa dei parcheggi genera ricavi per €1.808.537 e “triplicare la tariffa” generebbe quindi ricavi per €5.425.611. Evidentemente il Consigliere Pasquini è troppo impegnato in azioni “fondamentali” per la vita dei lecchesi, quali quella di cambiare nome a piazze e vie, dimostrando, quindi, di “non sapere fare i conti o non sapere di cosa si stia parlando”.

Esaminando il bilancio 2013 di Linee Lecco si evince che il ricavo totale di biglietti ed abbonamenti sulle linee cittadine ammontano a circa 1 milione di euro, per la precisione €997.779. Potremmo obiettare che di questo ricavo solo una quota parte derivi dai residenti a Lecco, beneficiari della nostra proposta, ma, per approssimazione in cautela, vogliamo considerare l’intero ricavo, che dovrebbe trovare contropartite per consentire il trasporto gratuito.
Sempre a conferma del fatto che avanziamo proposte fattibili e non “boutade”, a tranquillità del Vice Sindaco, confermiamo che compenseremo la differenza sopramenzionata con l’affidamento di tutti i parcheggi cittadini “in house” a Linee Lecco, inclusi gli aggiuntivi 300 posti che sono, pronti per l’apertura e l’utilizzo.
Solo la gestione di questi posti disponibili, rispetto agli attuali 1194 (i parcheggi in Ospedale non vanno considerati in quanto oggetto di apposita convenzione con tale Ente), alle tariffe attuali, determinerà un incremento del 25% sui ricavi dei parcheggi.
A ciò si dovrà aggiungere un adeguamento tariffario della sosta, in linea con quanto praticato in capoluoghi a noi limitrofi: attualmente il costo orario medio delle tariffe lecchesi è pari ad 1 euro. Noi riteniamo che possa essere legittimo e non sconvolgente elevarlo ad 1,50 euro, considerato che Como e Monza sono su livelli simili di tariffa e senza dover arrivare agli 1,80 euro orari medi di Bergamo, anche in virtù del fatto che nel costo del parcheggio ci sarebbe inclusa la possibilità di usufruire del servizio di trasporto pubblico. Questa scelta consentirà un incremento dei ricavi di un ulteriore 50 %.
Qualche sforbiciata a costi inutili, e su ciò c’è solo l’imbarazzo della scelta, ed il gioco è fatto.

Senza necessità di alcun terrorizzante aumento delle tasse come paventato dall’assessore Campione.
Anche su questo punto abbiamo le idee chiare: abbiamo controllato conti e bilanci ed abbiamo identificato come si potrà ridurre la tassazione ai lecchesi.

Non aumenti: la nostra proposta politica parla e parlerà di risparmi e di riduzione fiscale.
Questa, però, è un’altra storia ed un capitolo prossimo del nostro programma.

Il nostro obiettivo è regalare a pensionati, lavoratori e studenti residenti a Lecco il trasporto pubblico urbano gratuito. Con un’adeguata politica di interscambio, parcheggi – linee urbane, incentiveremo l’utilizzo del mezzo pubblico con conseguente decongestionamento delle strade cittadine a beneficio dell’ambiente, della salute e del portafoglio dei lecchesi. E’ possibile! Basta la volontà politica di farlo.

Se invece la volontà politica dell’attuale amministrazione è quella di mandare in sofferenza Linee Lecco levandole la gestione dei parcheggi per poi rendere necessaria la sua svendita e privatizzazione, abbia il coraggio di dirlo chiaramente ai lecchesi e agli stessi dipendenti di Linee Lecco.

Il 10 maggio si avvicina. Un’altra Lecco è possibile, noi ci crediamo e tu?

“Mai più tragedie nel Mediterraneo – 7 proposte per salvarci tutti” – Lettera aperta

Il MoVimento 5 Stelle, da sempre, si pone come obiettivo principale il superamento delle ideologie. Il tema dell’immigrazione è stato spesso utilizzato in modo propagandistico ed “elettoralmente utile” dai vari schieramenti politici. Riassumendo le diverse tendenze, possiamo trovare chi è per l’accoglienza indiscriminata di tutti e chi, al contrario, vorrebbe un’Italia chiusa ad ogni tipo di “intrusione”. Nell’ottica di giungere al superamento di questa visione riduttiva e semplicistica del tema in questione, il MoVimento 5 Stelle si è prodigato nella ricerca di una soluzione pragmatica del problema dei flussi migratori, rispettosa dei diritti umani e delle esigenze culturali, economiche e sociali di uno stato come l’Italia.

#salviamocituttiIl MoVimento 5 Stelle ha quindi formulato delle proposte concrete per fermare gli sbarchi illegali, ma soprattutto per salvare tutti: gli italiani, troppo spesso dimenticati, e i rifugiati, costretti a fuggire dalle loro terre di origine per arrivare in un Paese oramai allo stremo, soffocato da una classe politica impegnata a perseguire solo i propri interessi e incapace di offrire un futuro anche ai suoi concittadini.
Mai più tragedie nel Mediterraneo, mai più tensioni sociali.

Ecco le nostre proposte:

  1. Superamento della cosiddetta Convenzione di Dublino: un accordo che sfavorisce tutti, l’Italia poiché primo Paese d’approdo, e i migranti che non hanno alcuna intenzione di trattenersi nel nostro Paese. Tale convenzione prevede infatti che un migrante debba rimanere nel primo Paese di arrivo. E’ risaputo, invece, che i migranti si rechino nei paesi più ricchi come Germania e Svezia e frequentissimi sono gli episodi di autolesionismo pur di non farsi identificare; esseri umani disposti a bruciarsi le mani pur di non farsi identificare, questo ha creato la politica.
  2. Iniziative nei confronti dei Paesi di origine e di transito per contrastare le organizzazioni criminali che lucrano sul traffico di esseri umani; Il fenomeno degli scafisti è una causa del problema e le cronache recenti ci raccontano di tassisti del nord intenti a trafficare clandestini in Germania. Una misura efficace è la stipula di accordi bilaterali per il controllo delle tratte.
  3. Istituzione di quote massime di migranti per Paese, definite sulla base degli indici demografici ed economici, così da ottenere un’equa distribuzione tra gli stessi e favorire le logiche di ricongiungimento familiare, etnico, religioso e linguistico, fondamentali per una reale integrazione sociale.
  4. Istituzione di punti di richiesta d’asilo, finanziati dall’Unione Europea, anche al di fuori del territorio europeo e in collaborazione con le Nazioni Unite, per permettere, a chi ne ha diritto, di raggiungere i Paesi di accoglienza in modo sicuro e a noi di gestire le domande di protezione internazionale e di contenere il numero dei flussi migratori indistinti.
  5. Revisione di tutti i bandi interministeriali destinati alla prima accoglienza e alla gestione dei servizi connessi, con particolare riguardo ai criteri di spesa. Razionalizzare o bloccare i finanziamenti finché non ci saranno le idee chiare, magari togliendoli dal controllo delle cooperative rosse come il consorzio Sisifo già al centro di scandali come quello di Lampedusa dove i migranti venivano denudati e lavati con l’idrante.
  6. Trasferimento, a Lampedusa degli uffici dell’Agenzia Frontex e dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo, al fine di coordinare meglio le operazioni di salvataggio e assistenza ai migranti.
  7. Concessione di beni e servizi per le famiglie italiane in difficoltà per evitare tensioni tra italiani e migranti. Un Paese in crisi economica è meno tollerante e ricettivo, occorre garantire agli italiani le condizioni di benessere necessarie affinché vivano meglio le relazioni con i migranti.

Il MoVimento 5 Stelle ripudia la violenza in tutte le sue forme non solo perché la nostra Repubblica è antifascista per Costituzione ma anche perché lo spirito 5 stelle è incompatibile con qualunque azione politica che abbia a fondamento l’odio e la discriminazione.
Le politiche sull’immigrazione che la Lega Nord rivendica nelle piazze hanno dimostrato di essere antistoriche, antidemocratiche e inattuabili come dimostrano i 20 anni in cui si è alternata tra governo ed opposizione e nei quali non ha ottenuto nulla su questo tema se non diffondere l’odio ed il pregiudizio verso innocenti.

MoVimento 5 Stelle Lecco – Ballabio e Valsassina – Calolziocorte – Casatenovo – Colico – Galbiate – Mandello del Lario – Merate

“L’onore perduto della politica lecchese” – Lettera aperta

Le novità giudiziarie delle ultime settimane, che hanno interessato direttamente il nostro territorio, e che hanno visto protagonisti ex-amministratori e funzionari pubblici lecchesi coinvolti in vicende di corruzione, sia perché coinvolti nella inchiesta “Metastasi”, sia perché coinvolti in altre inchieste, evidenziano un quadro sempre più sconfortante da cui emergono le pesantissime responsabilità della politica lecchese del recente passato e del presente.

Corruzione e criminalità organizzata che infiltra le istituzioni sono i mali profondi dell’Italia, che corrodono inesorabilmente anche il nostro territorio che si riteneva al di sopra ed al fuori di questi fenomeni.

Non ci compete l’accertamento delle responsabilità penali, di cui si occupa la magistratura, ci preme però fare emergere ed evidenziare le responsabilità politiche e civiche di talune scelte.

La corruzione diventa “istituzione” nel momento in cui condannati, inquisiti o personaggi dalle “dubbie frequentazioni” vengono candidati a ruoli di responsabilità, a svolgere funzioni o ruoli pubblici, ad elezioni siano esse europee o nazionali o locali, grazie al paracadute offerto dalla peggior politica, debitrice nei loro confronti. Non le competenze e le capacità al servizio dei cittadini bensì il servilismo e la tutela di interessi specifici spesso illegittimi ed illegali.

A questa azione spesso si è associato l’operato di alcuni media “schierati” che hanno supportato con reticenze e coperture, azioni di disinformazione e di indirizzo dell’opinione pubblica. Solo così si possono spiegare i tentativi perpetrati, tramite l’approvazione di qualche norma di tutela, sottolineata con ridondanza mediatica, limitata ai fenomeni più eclatanti, ma lontana dall’incidere nella soluzione dei fenomeni.

In questo modo si è cercato di creare una opinione diffusa per cui solo i comportamenti penalmente rilevanti meritano il biasimo, mentre quelli altrettanto moralmente ed eticamente biasimevoli sono tollerati ed accettati. Una cultura dell’ipergarantismo che, in realtà si trasforma in protezionismo, corruttela ed impunità.

Si arriva quindi a ritenere irrilevanti la “disattenzione” nella composizione delle liste elettorali, le reti ambigue di relazioni personali con soggetti appartenenti alla criminalità organizzata o le convenienze dirette ed indirette derivanti dal ruolo che si ricopre.

Si palesa così la volontaria confusione tra responsabilità penale e responsabilità politica, civica e morale, sancendo l’azzeramento di queste ultime.
Gli inviti alla correttezza ed al senso di responsabilità, le richiesta di dimissioni occasionate da azioni civicamente, moralmente ed eticamente censurabili e, sicuramente, fonte di discredito per l’azione politica, vengono respinti con arroganza ed ostinazione trincerandosi dietro il solito ritornello: “non è questione penalmente rilevante”.

Purtroppo le inchieste giudiziarie e le intercettazioni in esse contenute certificano che anche a Lecco, in questo nostro territorio che amiamo, la politica ha perso il suo onore, quello sancito dalla nostra Costituzione, che all’articolo 54 recita:
“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”.
“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”.

Ai politici e agli amministratori che si trincerano dietro l’affermazione di aver rispettato la legge penale e quindi di non aver commesso alcun reato, vogliamo ricordare che è loro imposto un ulteriore dovere costituzionale chiaro ed inequivocabile: “disciplina e onore”.

Quando questi doveri vengono meno l’unica strada da percorrere è quella delle dimissioni.

MoVimento 5 Stelle Lecco