Ambiente

L’ambiente che ci circonda, e nel quale viviamo, è il nostro maggior patrimonio. La sua tutela ha un impatto diretto e fondamentale sulla nostra qualità della vita. Ecco perché è un dovere difenderlo e salvaguardarlo.
Le aggressioni che quotidianamente minacciano il nostro lago, i nostri monti, la qualità della nostra aria sono aggressioni alla qualità della vita dei cittadini lecchesi. Eppure anche in un territorio privilegiato come il nostro i rischi sono elevatissimi e le problematiche enormi.
Per questi motivi avvieremo un rigoroso percorso che porti alla “certificazione EMAS” (Eco-Management and Audit Scheme), al fine di valutare e migliorare le prestazioni ambientali del Comune e della città e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale. E’ uno degli strumenti volontari attuabili nell’ambito del V Programma d’azione a favore dell’ambiente e il cui scopo è contribuire alla realizzazione di uno sviluppo economico sostenibile, ponendo in rilievo il ruolo e le responsabilità delle imprese ed enti pubblici.

Cavazione

La Città stessa, oltre al territorio circostante, è stata per anni devastata da una cavazione selvaggia, che non ha prodotto benefici di alcun tipo per la Città. Chi ne ha tratto benefici e ricavi non ha provveduto ad una adeguata politica di ripristino e risanamento.
Le nostre montagne sono state, e sono tuttora, ferite dalle cavazioni senza che vi sia stato un adeguato ripristino.
Noi imporremo un fermo a queste attività e l’obbligo agli adeguati ripristini, finora ampiamenti disattesi.
Ci attiveremo, inoltre, presso i nostri consiglieri in Regione Lombardia affinché i canoni di cavazione vengano rivisti al rialzo e, così, si disincentivi il più possibile lo sfruttamento indiscriminato delle nostre montagne se non per necessità della comunità tutta.

Consumo del suolo

Altro elemento qualificante è la nostra volontà di fermare il consumo del suolo. La politica edilizia dovrà essere finalizzata al recupero dell’esistente.
Si procederà ad un approfondito censimento degli edifici sfitti e dei terreni inutilizzati, che versano in stato di degrado ed abbandono.
L’eccedenza e la grande quantità di volumi sfitti ed inutilizzati dovrà trovare soluzione al di là delle regole di mercato. Occorrerà, quindi, attraverso una adeguata leva fiscale, unico strumento in mano all’Amministrazione Comunale, rendere appetibile ed interessante il loro utilizzo ed immissione sul mercato.
Recupero dell’esistente, però, non significa stravolgimento dell’esistente. Troppe volte, infatti, abbiamo assistito ad interventi che, mascherati da ristrutturazioni, in realtà nascondevano importanti operazioni immobiliari. Siamo contrari ad interventi speculativi che troppo spesso ricadono sulle attività imprenditoriali, siano esse industriali, artigianali e commerciali, e che, in luogo di favorire la salvaguardia e l’ampliamento dell’occupazione, portano alla chiusura e cessazione delle attività o ad un loro ridimensionamento, con conseguente grave perdita di posti di lavoro.
Ci impegniamo a porre fine alla desertificazione produttiva della città, che la sta trasformando in una “città dormitorio”.
E’ allora preferibile consentire solamente quei piccoli interventi edilizi, il cui iter sia stato iniziato da almeno un decennio e dove la burocrazia, comunale o sovra-comunale, ha impedito il legittimo desiderata di piccoli proprietari. Questi interventi, molto limitati, potranno essere presi in considerazione dando risposte ad istanze a lungo attese e disattese consentendo un parziale movimento al mercato edilizio che sta vivendo una sua profonda crisi.
Infine, verrà mantenuto il vincolo di destinazione d’uso delle aree produttive attive, dismesse o invia di dismissione, consentendo unicamente una riconversione ad “aree verdi” o a “spazi per la socialità” dopo l’opportuna bonifica incrementando il verde urbano.

Depuratore

Da anni la nostra Città paga multe salatissime per l’inadeguatezza del suo depuratore. Purtroppo concessioni e licenze edilizie inopportune hanno portato al realizzo di edificazioni circostanti che limitano le possibilità al necessario ampliamento.
Un’adeguata riorganizzazione delle attività e degli spazi può garantire gli ampliamenti necessari per superare queste limitazioni. Pensiamo all’utilizzo della area attualmente occupata dalla piazzola ecologica, con una spostamento della stessa presso una parte dell’area oggi destinata al polo logistico, a cui affiancare un impianto per il trattamento a freddo dei rifiuti urbani (TMB), per consentire ed incentivare il riciclo ed il recupero dei materiali nell’area del Polo Logistico. L’Amministrazione uscente ritiene l’area del polo logistico non strategica tanto da cercarne l’alienazione. Per noi invece quell’area riveste un’importanza primaria e strategica per una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti nonché della sua movimentazione. Grazie all’infrastruttura ferroviaria contigua all’area, riprogetteremo la logistica dei rifiuti puntando ad eliminare anche il traffico veicolare pesante(usato per il trasporto dei rifiuti), che intasa le nostre strade ed aggrava di costi la bolletta dello smaltimento.
Un altro intervento da effettuarsi sul depuratore è il cambiamento, progressivo, della tecnologia utilizzata. L’utilizzo di sistemi a membrane, già utilizzati con successo anche in impianti limitrofi come quelli della Tremezzina sul ramo comasco del lago, richiedono minori spazi e, quindi, una revisione dell’impianto mantenendolo negli spazi angusti in cui è confinato. Un altro esempio di mala amministrazione che ha responsabilità diffuse nelle diverse amministrazioni che si sono succedute alla guida della Città. Con quanto pagato in multe, per le inadeguatezze, si sarebbero potuti finanziare e realizzare tutti questi interventi.
La priorità, data dall’Amministrazione uscente, nel trovare la risposta attraverso l’incenerimento dei fanghi, non solo ha ritardato la soluzione, ma sembra essere più un tentativo di generoso regalo a SILEA che non un corrispondere agli interessi dei cittadini lecchesi.

Rete fognaria

La rete fognaria cittadina mostra, ogni anno che passa, le lacune e i difetti dovuti ad una scarsa manutenzione e ad una politica di separazione delle acque inesistente. Per questo, interverremo con la sistemazione della rete fognaria; intervento indifferibile se si vuole salvaguardare la qualità delle acque del nostro lago. Oggi, infatti, non vi è separazione, allo scarico, tra acque nere ed acque meteoriche. Questa situazione, in aggiunta, aggrava il carico del depuratore ed il suo adeguato dimensionamento.
Procedere con la revisione della rete fognaria e la separazione delle acque nere dalle acque meteoriche è uno dei passi necessari ed indispensabili per consentire una riduzione dei volumi da trattare dal depuratore con conseguente miglioramento dell’efficienza, e scarichi a lago adeguati, a norma e compatibili con l’ambiente; nonché si eviterebbe il fenomeno dei tombini trasformati in fontane, dovuto all’accumulo di acqua nei giorni di pioggia.