Ciclo dei Rifiuti

Rifiuti e smaltimento

Siamo in devastante ritardo con un’adeguata ed auspicabile politica dei rifiuti, inclusa la loro raccolta in linea con criteri più efficienti, più efficaci e meno onerosi per i cittadini.

Come M5S, ci impegniamo a sottoscrivere e perseguire la Strategia Rifiuti Zero. Siamo favorevoli al riciclo ed al riutilizzo dei rifiuti, non al loro incenerimento.

E’ essenziale puntare in prima battuta ad una diminuzione dei rifiuti prodotti. Ecco perché ci opponiamo e ci contrapponiamo alle scelte poco lungimiranti ed anacronistiche delle ultime Amministrazioni, ormai superate da diversi modelli e da normative comunitarie. Siamo contrari all’attuale contratto di raccolta e gestione che, auspichiamo venga rivisto e superato nell’interesse dei cittadini lecchesi, separando il soggetto che raccoglie da quello che smaltisce.

E’ ancora ben impresso nella memoria dei lecchesi la moltitudine di sacchi abbandonati ai bordi delle strade, la mancata pulizia di strade e vie cittadine, il costante e continuo intasamento dei tombini di scarico che, ad ogni pioggia, rigurgitano putridume in luogo di scaricarlo. In una Città che rivendica una vocazione turistica si aggiunge, poi, lo scempio, nel solo interesse degli appaltatori, della quotidiana trasformazione, per larga parte della mattinata, del salotto buono della Città, la Piazza Garibaldi, in una discarica a cielo aperto per il carico e lo scarico dei rifiuti; come se simili spettacoli li ritrovassimo in pieno giorno in Piazza del Duomo a Milano, in Trafalgar Square a Londra, in Place de la Concorde a Parigi od in ogni altro luogo di significativa rilevanza.

Noi siamo favorevoli ad una raccolta differenziata spinta e mono-materiale, con rigorosa separazione dei rifiuti alla fonte, che a Lecco sembra essere ostacolata, tanto che i valori percentuali della stessa si attestano su livelli insufficienti. Da anni nel nostro territorio viene realizzata una politica di raccolta che non premia la differenziazione, e non applica la tariffazione puntuale. Questo strumento, già adottato con successo in molti Comuni italiani, veneti in particolare, ma che anche in Lombardia, ha già riscosso successo in oltre 30 comunità. Anche nella vicina Brianza, ha il pregio di tassare coloro che sono meno attenti e solleciti nella differenziazione. Si tassa e si paga in base alla quantità di rifiuto effettivamente, e non solo presuntivamente, prodotta. Il sistema di riscossione in vigore (TARI) tiene conto solo di elementi presuntivi, quali la composizione di un nucleo famigliare, o le superfici delle abitazioni, o, per i commercianti, del settore di attività. Un orpello oneroso ed ingiusto.

E’ giusto che a pagare maggiormente sia chi più produce rifiuto indifferenziato. Introdurremo quindi la tariffazione puntuale e ci poniamo come obiettivo per il primo triennio di scendere ad una produzione di 100 kg annui di rifiuto indifferenziato pro-capite, puntando ai 50 kg per la fine della legislatura.

Un’adeguata sensibilizzazione ed applicazione della differenziazione consentirà agli utenti un autentico risparmio fiscale. Noi ribadiamo il principio di valorizzare la raccolta differenziata con l’obbiettivo di rifiuti zero, che significa indirizzo non solo verso il riciclaggio, ma, soprattutto, verso un autentico riutilizzo e prima ancora verso una diminuzione del rifiuto prodotto: meno rifiuti si producono e meno si spende per trasportarli e smaltirli.

Ciò significa interventi strutturali anche a valle della raccolta, in fase di selezione del rifiuto. Selezione che, a nostro parere, deve essere effettuata in un impianto adeguato di trattamento a freddo. Da qui la proposta, prima accennata al paragrafo “Depuratore”, di trovare spazio in una riorganizzazione dell’area del polo logistico oggi in gran parte inutilizzata.

Rafforzeremo ed incentiveremo il compostaggio della frazione umida, favorendo il compostaggio domestico, condominiale o di quartiere.

Siamo preoccupati che vengano sostenuti progetti di teleriscaldamento che si basano sull’incenerimento dei rifiuti, osteggiati anche dall’Unione Europea, la quale prescrive di incentivare e perseguire il recupero di materia anziché il recupero termico obbligatoriamente a partire dal 2020, puntando sull’ “Economia Circolare”.

Riteniamo il teleriscaldamento solo uno spreco di denaro pubblico: investimenti imponenti inseguendo un progetto destinato a “nascere morto”.

Da anni, nel nostro territorio, vengono bruciati rifiuti di diversa provenienza, con alti contenuti di nocività, al solo scopo di ricercare un equilibrio economico di un impianto industrialmente sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio e tecnologicamente obsoleto. Ora, addirittura, è stato autorizzato un aumento delle quantità inceneribili senza il sostegno di un accurato esame relativo a tossicità dei fumi ed alla ricaduta delle polveri prodotte.

Ci faremo quindi promotori, di concerto con gli altri comuni soci di Silea Spa, di una serie di indagini ed analisi sulle ricadute dei fumi del forno e sugli effetti che a lungo termine hanno avuto 40 anni di politica inceneritorista.

Faciliteremo e promuoveremo l’installazione di eco-compattatori nella scuole e negli spazi pubblici, introducendo un sistema premiante per coloro i quali differenziano e recuperano materiali sottraendoli all’incenerimento.

Promuoveremo il monitoraggio costante delle quantità e tipologia di rifiuti prodotti dai cittadini, che verranno aggiornati con cadenza mensile sul sito del comune e su apposite bacheche sia elettroniche che fisiche.

In abbinamento alla tariffazione puntuale dei rifiuti istituiremo la “bolletta intelligente dei rifiuti” che oltre a rendicontare quanto dovuto dal cittadino conterrà consigli ed accorgimenti per ridurre la quantità di rifiuto prodotto oltre a come migliorare la raccolta differenziata.

Forno inceneritore e teleriscaldamento. Utilizzo del TMB

L’epoca dei forni inceneritori, o termovalorizzatori come oggi è di moda definirli, così come quella delle discariche, è definitivamente finita.

Siamo contrari ad ogni aumento di produzione, e di quantità di rifiuti trattati da parte del Forno Inceneritore di Valmadrera gestito da Silea Spa. E’ nostro obiettivo puntare alla dismissione dell’impianto ed all’abbandono dell’anacronistica pratica di incenerimento, puntando su una sua riconversione, che proporremo ai 90 comuni soci di Silea Spa.

Oggi lo smaltimento dei rifiuti deve indirizzare verso la riduzione alla fonte, il riciclaggio ed il riutilizzo del rifiuto, frutto di un’adeguata politica di differenziazione, attraverso il realizzo ed utilizzo degli impianti di trattamento a freddo. Ma soprattutto con la “riprogettazione” di prodotti e materiali che devono essere interamente riutilizzabili e riciclabili. Riteniamo che il rifiuto rappresenti un errore di progettazione e che vada corretto. Lecco ed il suo territorio hanno le competenze tecniche e scientifiche grazie a Politecnico e CNR per diventare leader nella ricerca e sviluppo della progettazione di nuovi processi e materiali.

In questo senso esiste un preciso indirizzo regionale, oltre che europeo che prevede, il progressivo spegnimento e smantellamento dei forni, non il loro potenziamento. Su questi termini e normative le altre forze politiche colpevolmente tacciono. Ciò in quanto sono accumunate, nel balletto delle poltrone con cui si sono avvicendate nelle diverse Amministrazioni, da pesanti responsabilità gestionali e di programmazione, avendo investito e sperperato denaro pubblico in investimenti a favore di tecnologie, non solo potenzialmente nocive e preoccupanti per la salute dei cittadini e l’ambiente circostante, ma anche obsolete ed insufficienti nel ritorno economico. Non solo, cioè, non abbiamo certezze sulla idoneità delle emissioni, queste sì controllate, e sulla ricaduta a terra delle stesse, sulla loro estensione e dimensione, per le quali, invece, manca qualsiasi analisi ed accertamento, ma è lo stesso progetto industriale del Forno di Valmadrera a non reggere alla prova dei numeri.

Oggi, infatti, il conto economico di SILEA è in larga parte retto dalla vendita e commercializzazione dei certificati verdi che accompagnano la produzione di energia. Dal 2018, quando questo introito non vi sarà più per raggiunto limite di legge, i bilanci di SILEA rischiano di precipitare in profonda sofferenza. Ecco da dove deriva l’accelerazione di questo periodo verso un progetto, il teleriscaldamento, tanto utopico quanto inutile. L’industria dell’incenerimento ha potuto svilupparsi grazie agli “aiuti di stato”, senza i quali non avrebbe potuto decollare e svilupparsi. E’ tempo che gli “aiuti” vadano in direzione delle vere fonti rinnovabili e di una gestione virtuosa dei rifiuti.

Come trasportare, per chilometri, e superando ostacoli come corsi d’acqua e dislivelli, il fluido, acqua calda, senza che si disperda larga parte del calore necessario all’utilizzo? Come rendere competitivo, per l’utente, il suo utilizzo a fronte degli enormi investimenti necessari? Si dichiarano 50 milioni di euro, ma per realizzare cosa? Inclusi i necessari condotti tubieri e gli allacci per le utenze?

Ribadiamo, pertanto, che la soluzione è la nostra proposta per un impianto a freddo da collocare nell’area del polo logistico, che, oltre a consentire il mantenimento delle attività di intercambio oggi esistenti, potrà garantire spazio ad un impianto di separazione e trattamento a freddo dei rifiuti (TMB) e ad un “Fabbrica dei materiali”, come già realizzata a Reggio Emilia. Ciò consentirà una più adeguata ed avanzata risposta alla necessità di questi servizi rispetto all’attuale incenerimento, che punteremo ad abbandonare nel giro di un quinquennio, salvaguardando, in questo modo, la qualità dell’ambiente e dell’aria che respiriamo.

Punteremo ad un’ “economia circolare”, in osservanza delle normative europee che impongono sempre più un una politica volta ad incentivare il riuso ed il riutilizzo di materia, anziché il suo incenerimento. Creeremo spazio per una gestione della virtuosa della materia derivante dal rifiuto, con importanti e positive ricadute occupazionali.

Contarina Spa ed il Consorzio Priula saranno il nostro “benchmark”!