Urbanistica

PGT e pianificazione territoriale

Il PGT della Città di Lecco, così come è stato proposto dalla Giunta e votato dal Consiglio Comunale lo scorso fine giugno, risente di tutte le difficoltà e le problematiche che hanno portato al suo concepimento.
L’aver attraversato, negli anni, giunte di diverso orientamento politico, con tutte le conseguenti mediazioni, ha inquinato la vena innovativa e propositiva che un documento di questa fondamentale importanza dovrebbe avere per il futuro della Città.
Il PGT dovrebbe essere un documento di indirizzo, mentre, invece, l’attuale si limita ad essere, nella più benevola interpretazione, una fotografia logora e superata dell’esistente, integrata con il tentativo di accogliere le istanze ed i desiderata di forti gruppi di pressione ben identificabili e riconoscibili. Non esiste, al suo interno una pianificazione di indirizzo, se non quella derivante dalla mediazione tra politica e gruppi ed interessi di potere.

Ogni scelta ha un suo perché, non è casuale ed è troppo raramente fatta nell’interesse del singolo cittadino od a sua tutela. Anche il fatto che l’elaborazione definitiva sia stata demandata agli Uffici ha dato un sostanziale contributo a questo modesto esito. Mancano la fantasia e l’innovazione derivanti da chi si è già confrontato con altre situazioni e realtà. Manca di proposta strategica e progettuale.
Si promette un fermo al cemento ed alla edificazione, ma poi ci si limita a fermare qualche iniziativa di singoli cittadini alla ricerca da tempo del proprio agognato realizzo di sogno abitativo, consentendo insediamenti massici e massivi a vantaggio di gruppi ed interessi economici ben consolidati: meno spazio per i cittadini, molto più cemento per gli affari.
Si illustra come, a vantaggio del fondamentale e vitale commercio al minuto, si introduca un fermo a nuovi insediamenti della grande distribuzione e poi, in luogo di risolvere i problemi che zavorrano le singole minute attività commerciali, si introduce la norma che consente una corsia preferenziale a chi voglia realizzare i “megastore”, che sono al di fuori delle possibilità dei singoli, ma sono nelle potenzialità di potentati economici anche estranei alla storia ed alla tradizione commerciale cittadina.
Si rivendica una storia fatta di industria e di operosità, dichiarando un impegno alla salvaguardia dei posti di lavoro, e si privilegiano scelte che premiano, con mutazione in destinazioni urbanistiche più favorevoli, aziende ed imprenditori che dismettono o si trasferiscono al di fuori e lontano dal contesto cittadino con conseguente pesante riflesso occupazionale.
Addirittura in aree ove gravitano aziende in grave difficoltà e con il futuro incerto, in luogo di serrare le fila ed impedire speculazioni, si garantiscono già lucrose diverse destinazioni quasi ad incentivarne la rapida dismissione con conseguenti gravose ricadute occupazionali. Quella che qualche anno fa era conosciuta come la “Manchester del Lario”, con questo PGT viene indirizzata a divenire solo una spenta ed anonima città dormitorio.
Si sbandiera di voler indirizzare la Città verso il turismo, ma quanto proposto, anche come normativa, indirizza verso la forma deteriore di turismo, quello mordi e fuggi, con tanti costi e disagi per la cittadinanza lecchese, e scarsa ricaduta e vantaggi. Non si punta ad un turismo stanziale, qualificato, supportato da strutture commerciali adeguate e da iniziative culturali di richiamo per le quali non si ritagliano spazi adeguati e compatibili con il tessuto cittadino, la sua storia e la ricchezza delle bellezze naturali esistenti.
Non si esita, nell’interesse di privati, a trasformare, ogni mattina, a lungo, il salotto buono della Città, la Piazza Garibaldi, in una zona di carico e scarico dei rifiuti, o, per molte sere, in una discoteca di basso livello a cielo aperto.
Si cerca di imporre una mobilità diversa, incompatibile anche con l’orografia, la struttura urbana cittadina e le necessità dei suoi abitanti. Non si trovano risposte per meglio disciplinare la viabilità esistente, per metter fine alla giungla dei parcheggi, per favorire un reale e praticabile interscambio che non rimanga solo un tratto di penna inutile, ma possa essere utile, fruibile, praticabile ed incentivante per i cittadini.

In definitiva il M5S lecchese si impegna a rimettere necessariamente mano a questo PGT molto modesto, di corto respiro, incapace di permettere una autentica pianificazione, lontano dalle attese e dalle esigenze dei Cittadini lecchesi.

Grandi opere incompiute

Lecco è drammaticamente piena di grandi incompiute. Progetti nati con l’enfasi mediatica di sostegno all’Amministrazione del momento e rimaste “grandi incompiute”.
Parliamo di opere ultimate, ma non fruibili come il nuovo Auditorium o i numerosi parcheggi scontati in conto oneri di urbanizzazione e rimasti inagibili o non utilizzabili per cause diverse (quasi sempre cavilli burocratici). Vogliamo qui ricordare che il “conto oneri di urbanizzazione” quando concesso sono soldi pubblici.
In altri casi i lavori, iniziati, si sono fermati senza essere ultimati come il nuovo Ostello della Gioventù o il nuovo Tribunale od, ancora, il limitrofo parcheggio interrato di Piazza Affari. In questi casi le giustificazioni sono la mancanza di fondi che, di fatto giustificazioni non sono.

Oltre ad una inadeguata programmazione o a grossolani errori di progetto, infatti, la città sconta avventurismi, mancanza ed incapacità di pianificazione anche finanziaria, calcoli politici ed elettorali. A pagare costi e conseguenze sono sempre e solo i cittadini lecchesi che vedono trasformata la propria Città in un “cantiere incompiuto”.
Altri casi vedono edifici storici della Città in situazione precarie e cadenti; il pensiero vola a Villa Manzoni, a Villa Ponchielli, al Convento di Pescarenico.
Edifici che con il loro carico di storia se adeguatamente ristrutturati e manutenuti potrebbero essere eccezionali opportunità di uno sviluppo turistico basato sull’arte e sulla cultura. Un turismo qualificato ben diverso da quello “mordi e fuggi” che ha caratterizzato le iniziative fine ad ora intraprese. Anche per questi edifici si è parlato di limiti di spesa, dimenticando che, all’interno della spesa, esiste la definizione delle priorità che è un compito della politica. In realtà nessuna amministrazione di questi ultimi vent’anni ha considerato questi interventi delle priorità.

Il M5S lecchese si impegna a cercare i fondi utili a completare le opere incompiute, cercando di renderle quanto meno utilizzabili, anche per scopi differenti da quelli originari. Si impegna altresì a recuperare quel patrimonio architettonico che troppo spesso, per non dire sempre, è stato dimenticato e messo da parte negli ultimi anni, svilendo quella caratteristica culturale che può essere uno dei trampolini per la rinascita della Città.

Urbanistica sostenibile

La sostenibilità dell’insediamento urbanistico si verifica col mantenimento dell’integrità dell’ambiente naturale, con il corretto funzionamento delle reti tecnologiche e con la qualità delle soluzioni spaziali. L’urbanistica si deve confrontare, quindi, con queste tre principali problematiche.
Proporremo nuove forme di organizzazione dello spazio urbano fondate sull’esigenza di arrestare il consumo di suolo e la cementificazione, promuovendo forme di riuso del patrimonio edilizio esistente secondo pratiche di bioedilizia; per avere edifici passivi o a basso consumo energetico e un incremento del verde urbano.
In quest’ottica ci porremo l’obiettivo dell’autosufficienza energetica del sistema residenziale e degli edifici comunali, con accorgimenti bioclimatici e ponendo nel progetto stesso le premesse per un’utilizzazione massima delle fonti energetiche rinnovabili, cominciando col rimuovere gli ostacoli burocratici a tale sviluppo, sia nel privato che nel pubblico.
Si dovrà garantire il raggiungimento degli obiettivi globali sul ricambio di CO2 (è stato calcolato, ad esempio, che per garantire il rispetto degli obiettivi del Protocollo di Kyoto dovrebbero essere piantumati a verde almeno cinquanta metri quadri per abitante insediato).
Il Consiglio comunale di Lecco deve adeguare i propri strumenti urbanistici alle conoscenze moderne che misurano il consumo di risorse (energia, materiali, acqua) e la riduzione dell’inquinamento (aria, acqua, ri¬fiuti) per tendere alla realizzazione di spazi di vita confortevoli e salubri.
Lecco, a supporto di questa nuova strategia urbanistica sinergica alla sostenibilità, può utilizzare gli strumenti finanziari della Banca Europea degli Investimenti (BEI) destinati a questo sostegno e concorrere all’European Green Capital.
I nuovi progetti di intervento locale capaci di offrire un miglioramento della sostenibilità dell’ambiente costruito devono essere visti come percorsi di partecipazione della visione strategica che tiene conto di tutto: ambiente, salute umana, materiali, risorse. Quindi, si devono applicare in concreto le strategie condivise, confrontandosi con l’operatività dell’attuazione esecutiva (fattibilità tecnica, convenienza economica, praticabilità sociale).
Alla luce del fallimento economico amministrativo locale è necessario cambiare paradigma e usare gli incentivi delle fonti rinnovabili, poiché possono ripristinare un mercato virtuoso dell’urbanistica.